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22. Luglio 1821.

[1366,1]  Non basta che Dante, Petrarca Boccaccio siano stati tre sommi scrittori. Nè la letteratura nè la lingua è perfetta e perfettamente formata in essi, nè quando pur 1367 fosse ciò basterebbe a porre nel 300 il secol d'oro della lingua. Qual poeta, anzi quale scrittore, anzi quale ingegno maggiore di Omero ebbe mai, non dirò la Grecia, ancorchè sì feconda per sì gran tempo, {ma il mondo}? E tuttavia nessuno può riporre la perfetta formazione e il secol d'oro della lingua greca, nel tempo, e neppur nella lingua d'Omero: {+ (v. se vuoi, la lettera al Monti sulla Grecità del Frullone, in fine. Proposta ec. vol. 2. par. 1. appendice.} quantunque la lingua greca sia molto più formata in Omero, che non è l'italiana massime in Dante; perchè Dante fu quasi il primo scrittore italiano, Omero non fu nè il primo scrittore nè il primo poeta greco. E la lingua greca architettata (siccome lingua veramente antica) sopra un piano assai più naturale ec. del nostro, era capace di arrivare alla perfezione sua propria in molto meno tempo dell'italiana, ch'è pur lingua moderna, e spetta (necessariamente) al genere moderno. (22. Luglio 1821.). {v. p. 1384.fine.}