Para

24. Luglio 1821.

[1383,2]  Alla p. 1365. fine. La memoria non è quasi altro che virtù imitativa, giacchè ciascuna reminiscenza è quasi un'imitazione che la memoria, cioè gli organi suoi propri, fanno delle sensazioni passate, {(ripetendole, rifacendole, e quasi contraffacendole);} e acquistano l'abilità di farla, mediante un'apposita e particolare assuefazione, diversa dalla generale, o esercizio della memoria, di cui v. p. 1370. seg. Così dico delle altre imitazioni, e assuefazioni, che sono quasi imitazioni ec. Tanto più che quasi ogni assuefazione e quindi ogni attitudine abituale {acquisita} della mente, dipende in gran parte dalla memoria ec. (24. Luglio 1821.).

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