Para

1. Agos. 1821.

[1432,1]  Si ha una perfetta immagine degli organi dell'ingegno, e de' loro progressi ec. negli organi esteriori dell'uomo, e nelle abilità di cui sono capaci, e nella maniera ed ordine con cui le acquistano. P. e. gli organi della voce rispetto al canto. Non si acquistano 1433 tali abilità che coll'esercizio e assuefazione ma questi vi ha gli organi più disposti, quegli meno; questi ha bisogno di meno esercizio, quegli di più; questi può riuscire perfettamente, quegli non mai; questi è ben disposto alla tale abilità, quegli alla tal altra: tutti da fanciulli hanno gli organi più suscettibili di contrarre qualsivoglia abilità possibile all'uomo, perchè gli organi allora sono meglio arrendevoli: e non c'è quasi abilità possibile di cui qualunque fanciullo non sia capace, con più o meno esercizio; e capace anche di riuscirvi in tutta la perfezione possibile. Ma passata la fanciullezza le disposizioni degli organi variano di più, secondo la maggiore o minor facoltà generale che l'individuo ha contratto, mediante maggiori o minori esercizi, che producono essi stessi una maggiore o minor capacità di contrarre abitudini ec. e d'imparare. Tali nè più nè meno sono gli organi del cervello, e le differenze loro sono della stessissima natura, e vengono dalle stesse cagioni. (1. Agos. 1821.)