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17. Settembre 1821.

[1718,1]  1718 Il fanciullino non riconosce le persone che ha veduto una sola o poche volte, s'elle non hanno qualche straordinario distintivo che colpisca la fantasia del fanciullo. Egli confonde facilmente una persona a lui poco nota o ignota con altra o altre a lui note, una contrada del suo paese da lui non ben conosciuta con la contrada in cui abita, un'altra casa colla sua, un altro paese col suo ec. ec. ec. Eppure l'uomo il più distratto, il meno avvezzo ad attendere, il più smemorato ec. riconosce a prima vista la persona veduta anche una sola volta, distingue a prima vista le persone nuove da quelle che conosce ec. ec. ec. {+(I detti effetti si debbono distinguere in proporzione della diversa assuefabilità degli organi de' fanciulli, della diversa loro forza immaginativa, che rende più o meno vive le sensazioni ec. ec.)} Applicate questa osservazione a provare che la facoltà di attendere, e quindi quella di ricordarsi, nascono precisamente dall'assuefazione generale: applicatela anche alla mia teoria del bello [ pp.1184-201], del quale io dico che il fanciullo ha debolissima idea, non lo distingue da principio dal brutto, non conosce nè discerne i pregi o difetti in questo particolare, se non saltano agli occhi ec. ec. ec. (17. Settembre 1821.)