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26. Sett. 1821.

[1792,1]  La filosofia sarebbe capace di dare all'animo quel torpore e quella possibile noncuranza che ho detto esser piacevole [ p.1779]. Ma come questa benchè assopisca la speranza, nondimeno in fondo la contiene, anzi talvolta l'accresce, mediante lo stesso non curarsi di nulla, e la stessa disperazione, 1793 così la filosofia che per se stessa spegne del tutto la speranza, non può cagionare all'animo uno stato piacevole, se non essendo una mezza filosofia, ed imperfetta, (qual ella è ordinariamente), o quando anche sia perfetta nell'intelletto, non avendo influenza sul{l'ultimo} fondo dell'animo, o rinunziandoci avvedutamente essa stessa. (26. Sett. 1821.)