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30. Nov. 1821.

[2195,1]  2195 Alla p. 1127. prima del mezzo. Altri esempi di ciò gli ho notati altrove [ p.983] [ p.1127], altri se ne ponno vedere nell'Encycl. Grammaire, non mi ricordo a quale articolo, ma credo all'H. presi da Prisciano, altri p. 1276. e quivi in marg. A' quali tutti aggiungi sulcus fatto da ὅλκος (tractus), che però dovette da prima dirsi solcus, come volgus, volpes, come solpur per sulphur pretende il Pontedera, come forse per lo contrario supnus o sumnus ec. Questa etimologia di sulcus da ὅλκος è riconosciuta dal Forcell. Vedilo in principio di Sulcus. V. anche sisto p. 2143. fine-seg.

[2195,2]  Osservo che questi nomi greci che passando in latino hanno mutato lo spirito in s, (siccome quelli che l'hanno mutato in h, e di questi è naturale perchè più recentemente fatti latini) conservano in latino le proprietà, e quasi la forma intera che hanno nel greco p. e. il genere maschile neutro ec. Non così quelli che hanno mutato lo spirito in v 2196 i quali hanno mutato il genere, la forma ec. in modo che appena o certo più difficilmente si ravvisano. Ho detto nomi, e intendo parole d'ogni sorta. Ciò fa credere o 1. che tal pronunzia di v o f in luogo dello spirito sia più antica, che quella in s, e perciò quelle parole più anticamente fatte proprie del latino 2. o ch'elle venendo forse dall'Eolico, avessero in esso dialetto forma diversa dalla greca comune. 3. o che in verità sieno passate dal latino al greco, o piuttosto (ed è verisimilissimo) siano di quelle parole primitivamente comuni ad ambe le lingue, e derivate da comune madre, il che conferma l'opinione della fratellanza del greco e latino. Bisogna però notare che quello che si cambia nel latino in s (o in h) è lo spirito denso, e quello che in v (o forse talvolta in f) il lene. Onde si potrebbe anche concludere che l'uso dello spirito denso, sebbene antichissimo, sia però nelle voci greche più recente, che quello del lene. Che l'uso greco 2197 (e quindi anche il latino) del σ per lo spirito, sia più recente di quello dell'H, mutato nel latino in v, o del digamma Ϝ ec. Che forse quelle parole greche scritte oggi collo spirito denso, che nel latino hanno il v, anticamente si scrissero o pronunziarono col lene (come ῾Εστία ec.), o che così passarono agli Eoli ec.

[2197,1]  V. anche (circa lo spirito denso mutato in s) il Forc. in Sollus, Sollicitare principio, Solitaurilia princ. Solidus princ. (30. Nov. 1821.)