Para

30. Nov. 1821.

[2197,3]  Quello che altrove ho detto della lingua del Bartoli [ pp.1313-15], dimostra quanto la nostra lingua si presti all'originalità dello stile e degli stili individuali, in tutti i generi, e in tutta l'estensione del termine. Originalità 2198 strettamente vietata dalla lingua francese allo stile ec. dell'individuo, se non pochissima, che a' francesi pare gran cosa, come la lingua di Bossuet. Perocchè è molto una piccola differenza, in una nazione, in una letteratura, in una lingua, avvezza, e necessariamente conducente all'uniformità, che non può essere alterata se non se menomamente, senza dar bruttamente negli occhi, e uscir de' limiti del lecito. Laddove nella lingua italiana lo scrittore individuo può essere uniforme agli altri, e difforme se vuole, anzi tutt'altro, e nuovissimo, e originalissimo, senza lasciar di essere e di parere italiano, e ottimo italiano, e insigne nella lingua. Ciascuno colla lingua italiana si può aprire una strada novissima, propria, ignota, e far maravigliare i nazionali di parlare una lingua che si possa esprimere in modo sì differente dal loro, e da loro non mai pensato, 2199 benchè benissimo l'intendano, per nuovo che sia. (30. Nov. 1821.)