Para

28. Gen. 1822.

[2365,1]  Alla p. 2360 fine. Come dunque si contrasse poi il genitivo plurale dicendo manum per manuum, così si dovettero contrarre gli altri casi, che dovevano da principio aver doppio u, come appunto il detto genitivo. Parimente il vedere che l'i, sempre o quasi sempre breve nelle regole della prosodia latina (dico nelle regole, e non in quei casi che dipendono dal solo costume, come in italia ec.) è regolarmente e sempre lungo nella desinenza dei dativi plurali della prima e 2. declinazione, fa credere che quivi da principio egli fosse doppio, o accompagnato da qualche altra vocale, che rendesse quella sillaba bivocale, e δίϕϑογγον. {+Nel qual proposito osservate che le vocali lunghe per natura nel greco, η, ed ω furono da principio doppie cioè due EƎ, due οο. Nello stesso modo io penso che tali vocali lunghe per regola nel latino, fossero da principio doppie.} (28. Gen. 1822.)