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21. Gennaio. 1825.

[4123,9]  Che gli uomini siano più inclinati al timore che alla speranza, o provino almeno assai più spesso quello che questa, si può anche dedurre dal considerar la grande abbondanza di parole che hanno le lingue (almeno quelle che io conosco, e in particolare il greco, il latino lo spagnuolo l'italiano e l'inglese) per esprimere il timore, il temere, {+lo intimorire, lo spaventoso, il timoroso, ec.} e i suoi diversi gradi qualità ec. laddove esse lingue non hanno che una parola o al più due per esprimere la speranza, {lo sperare ec.} e queste stesse voci sono originariamente di significato comune anche al timore, perchè significano solo l'aspettazione del futuro, e però anche del male, in latino in greco, in italiano in ispagnuolo (anche nello spagnuolo moderno) e credo anche in francese e forse pure in inglese antico, del che ho detto altrove [ pp.458-59] [ pp.1303-304] [ pp.2206-208] [ pp.3433-35] [ pp.3638-43] (21. Gennaio. 1825.)