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26. Settembre. 1826. Bologna

[4206,3]  Alla p. 4183. Questa novelletta, poichè per tale io la tengo, mi fa ravvisare una nuova somiglianza tra i costumi antichi e i moderni; cioè mi fa credere che i greci antichi inventassero degli esempi di ridicola e bestiale costanza da apporre agli spartani, come noi ne inventiamo di bêtise e di sciocchezza da apporre ai tedeschi e agli svizzeri (addietro tu e muro); come altri ne inventano di scelleraggine vile, feroce, traditrice e coperta, da apporre agl'italiani, ec.: in somma che gli Spartani fossero per gli antichi belli spiriti, {ed anche popolarmente nella opinione della Grecia,} il soggetto di motteggi e di novelle, al quale si riportassero anche degli esempi veri, ma appartenenti ad altre persone; come noi italiani siamo il tipo della ferocia traditrice per altre nazioni ec. (Bologna. 26. Sett. 1826.). { V. p. 4217.}