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Recanati. 31 dicembre 1826.

[4240,1]  Circa la stima che gli antichi facevano della felicità, e il contarla come una delle principali doti dei loro eroi, e come soggetto principalissimo di lode, è curioso vedere come Giorgio Gemisto Pletone, nella sua breve ed elegantissima orazione in morte della imperatrice Elena, poi fatta monaca e detta Ipomone, pubblicata da Mustoxidi e Scinà nella loro συλλογὴ ἑλληνικῶν ἀνεκδότων, τετράδιον, cioè quaderno γ., imitando nelle altre cose, e molto felicemente, gli antichi, gl'imiti anche in questo, di lodar principalmente quella donna per li favori della fortuna; sentimento alieno da' suoi tempi. (Recanati. 31 dicembre 1826.)