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25. Marzo 1821

[868,1]  Quella sentenza che gli uomini sono sempre i medesimi in tutti i tempi {e paesi,} non è vera se non in questo senso. I periodi che l'uomo percorre, { e quelli di ciascuna nazione paragonati insieme, come i periodi de' tempi fra loro,} sono sempre appresso a poco uguali o somigliantissimi; ma le diverse epoche che compongono questi periodi, sono fra loro diversissime, e quindi anche gli uomini di quest'epoca, rispetto a quelli di quell'altra, { e questa nazione oggi trovandosi in un'epoca, rispetto a quell'altra nazione che si trova in altra epoca.} Come chi dicesse che l'orbita de' pianeti è sempre la stessa, non però verrebbe a dire che il punto, l'apparenza in cui essi si trovano, fosse sempre una. I periodi della società si rassomigliano in tutti i tempi. Questo è un vero assioma. E l'eccessiva civiltà avendo sempre condotto i popoli alla barbarie, anzi precedutala immediatamente, anzi partecipato di essa; così accadrà anche ora, o il detto assioma riuscirà falso per la prima volta. Del resto che gli uomini sieno gli stessi in tutti i tempi, a non volerlo intendere, o emendare come io dico, è proposizione o falsa o ridicola. Falsa se si vuole estendere agli effetti delle facoltà umane, che ora sviluppate, ora 869 no, ora più, ora meno, ora attivissime, ora così sepolte nel fondo dell'animo da non lasciarsi scoprire nemmeno ai filosofi (come p. e. la sensibilità odierna negli antichi, e peggio ne' primitivi, la ragione ec. ec.); hanno diversificato la faccia del mondo in maniera infinita, e in moltissime guise. Domando io se questi italiani d'oggi sono o paiono i medesimi che gli antichi; se il secolo presente si rassomiglia a quello delle guerre Persiane, o peggio, della Troiana. Domando se i selvaggi si rassomigliano ai francesi, se Adamo ci riconoscerebbe per uomini, e suoi discendenti ec. Ridicola se non vuole significare fuorchè questo, che l'uomo fu sempre composto degli stessi elementi e fisici e morali in tutti i tempi. (ma elementi diversamente sviluppati e combinati, come i fisici, così i morali). Cosa che tutti sanno. Le qualità essenziali non sono mutate, {nè mutabili,} dal principio della natura in poi, in nessuna creatura, bensì le accidentali, e queste per la diversa disposizione delle essenziali, che partorisce una diversità 870 rilevantissima, e quanto possa esser, notabile, in quelle cose, che sole naturalmente, possono variare. Questa proposizione dunque in quest'ultimo senso, sarebbe tanto importante quanto il dire che il mare, il sole, la luna sono le stesse in tutti i tempi ec. (lasciando ora una fisica trascendente che potrebbe negarlo, e ponendolo per vero, com'è conforme all'opinione universale). (25. Marzo 1821.)