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[1569,1]  Le maravigliose facoltà che acquistano i sordi, i ciechi ec. o nati o divenuti, sono un'altra gran prova del quanto le nostre facoltà e quelle de' viventi derivino dalle circostanze e dall'assuefazione; e del quanto sia sviluppabile, modificabile, duttile, pieghevole, conformabile la natura umana. (27. Agosto 1821)

[1569,2]  Ma ben altro è la conformabilità, che la perfettibilità. Cosa generalmente non intesa dai filosofi, i quali credono di aver provato che l'uomo è perfettibile, quando hanno provato ch'è conformabile. Il che anzi dimostrerebbe l'opposto, cioè che le varie qualità e facoltà non primitive che si sviluppano nell'uomo mediante la coltura, ec. ec. non sono ordinate dalla natura, ma accidentali, e figlie delle circostanze, come le malattie che modificano viziosamente i nostri organi ec. ec. (27. Agosto 1821.)