Sequence

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[1764,1]  1764 Il cavallo, {il cane} avvezzo a ubbidire a una certa voce, a riconoscere il padrone a un certo fiuto ec. si svezza tuttogiorno e brevemente da questo, si avvezza a nuove voci, nuovi fiuti, nuove maniere di comandarlo, ec. in un nuovo padrone. Si avvezza ed impara una nuova casa ec. ec. Altre specie, o individui meno assuefabili sia per natura, sia per esercizio, si svezzano più difficilmente, come e perchè più difficilmente si avvezzano. {+Non accade lo stesso nell'uomo proporzionatamente e negl'individui umani?} (21. Sett. 1821.)

[1764,2]  La memoria per potersi ricordare ha bisogno che l'oggetto della ricordanza sia in qualche maniera determinato. Dell'indeterminato ella non si ricorda se non difficilissimamente e per poco, o solo se ne ricorda rispetto a quella parte ch'esso può avere di determinato. Chi vuol ricordarsi di qualunque cosa bisogna che ne determini in qualche modo l'idea nella sua mente; e questo è ciò che facciamo tutto giorno senza pensarvi. Le parole determinano, i versi determinano. Or questa è appunto la 1765 proprietà della materia: l'avere i suoi confini certi e conosciuti, e il non mancar mai di termini per ogni verso, e di circoscrizione. Tutto il secreto per aiutar la memoria, si riduce a materializzare le cose o le idee quanto più si possa: e quanto più vi si riesce, tanto meglio la memoria si ricorda. Bensì il progresso dell'assuefazione cioè della facoltà della memoria fa ch'ella possa sempre più facilmente ricordarsi di cose sempre meno materiali di quelle delle quali le era possibile il ricordarsi da bambino e da fanciullo. (22. Sett. 1821.)