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[2256,1]  2256 Ciò che dice Virg. Georg. 2. 420-30. paragonato a ciò che precedentemente scrive della difficilissima e laboriosissima cultura delle vigne, e loro inevitabile decadenza, può applicarsi a dimostrare quali cibi e bevande, e qual vita la natura avesse destinato all'uomo; e quanto i suoi presenti (acquisiti e fattizi) bisogni, sieno contrarii alla natura, e per soddisfarli convenga far forza alla natura; e quanto per conseguenza si debba credere che la nostra presente vita corrisponda all'ordine destinatoci da chi ci formò. (15. Dic. 1821.)

[2256,2]  Ante etiam sceptrum Dictaei regis, et ante Impia quam caesis gens est epulata juvencis, Aureus hanc vitam in terris Saturnus agebat. Nec dum etiam audierant inflari classica, nec dum Impositos duris crepitare incudibus enses. Sed nos immensum spatiis confecimus aequor. (nota questo verso detto però da Virgilio in altro senso.) Georg. 2. fine. (15. Dic. 1821.)