Sequence

p2821_1,p2821_2,p2821_3

[2821,1]  Nexo nexas è continuativo regolare, come si vede, di necto-nexus. Nexo nexis (v. Forcellini) sarebbe anomalo, sull'andare di viso visis da video-visus, e potrebbe forse confermare quello che mi par di aver detto altrove [ p.1167] [ p.2226] [ p.2814] circa plecto is, o altro simile, da me stimato continuativo, benchè, come tale, anomalo. (26. Giugno 1823.). { V. p. 2885. ed osserva anche la p. 2934-5.}

[2821,2]  Verbi in tare i quali sono continuativi, benchè paiano tutt'altro, e non apparisca a prima vista questa loro qualità. Confutare, refutare ec. sono continuativi, o composti da futare, o derivati da confundere ec. E futare viene dal participio di fundere, il qual participio ora è fusus, ma anticamente futus. Vedi Forcellini in Confuto initio vocis, in Futo ec. {Da altro participio pur di fundo, e pure antico e inusitato, cioè funditus, viene funditare.} (26. Giugno 1823.). { V. p. 3585. 3625. }

[2821,3]  Un altro futare dice Festo che fu usato da Catone per saepius fuisse. Questo dimostrerebbe un antico participio 2822 futus del verbo sostantivo latino. Dico del verbo sostantivo, e non dico del verbo sum. Questo è originalmente il medesimo che il greco εἶμι [εἰμί] ovvero ἔω, e che il sascrito asham, e il suo participio in us dovette essere situs o stus o sutus (giacchè è notabile il nostro antico suto, vero e proprio participio del verbo essere, laddove stato che oggi s'usa in vece di quello, è tolto in prestito da stare), come ho detto altrove [ pp.1120-21] [ pp.2784-85]. {Il franc. été è lo stesso che sté, giacchè gli antichi dicevano esté, e quell'e innanzi, è aggiunto per dolcezza di lingua avanti la s impura nel principio della parola, come in espérer, espouser (ora épouser), del che ho detto altrove [ p.813]. Ora il participio sté sarebbe appunto stus in latino.} Ma il participio futus, onde futare, non potè essere se non di quel verbo da cui il verbo sum tolse in prestito il preterito perfetto fui colle voci che da questo si formano, cioè fueram, fuero ec. Il qual verbo fuo non ha che far niente in origine con sum nè con εἶμι [εἰμί,] ma è lo stesso che ϕύω, e v. Forcell. in fuam e in sum. Di questo dunque dovette esistere anche il participio futus, il quale dimostrasi col verbo futare che ne deriva. E nótisi che Festo dice il verbo futare essere stato usato da Catone per saepius fuisse, e non per saepius esse, onde pare che questo verbo appresso Catone conservasse una certa corrispondenza e similitudine e analogia colle voci fui, fuisse ec. tolte in prestito da sum, le quali tutte indicano il passato, e che anch'esso denotasse il passato di natura sua, ed avesse 2823 significazione preterita. Del resto come il verbo futare è diverso da stare, così il participio futus, da cui quello deriva, è diverso da situs o stus da cui vien questo, e come futus è participio di fuo e stus di sum, così futare è continuativo di fuo e stare di sum. E l'esistenza del participio futus dimostrata dal verbo futare, non nuoce a quella che io sostengo del participio stus, giacchè sum e fuo, che ora fanno un sol verbo anomalo composto e raccozzato di due difettivi, furono a principio due verbi ben distinti e per origine, e per forma materiale, e probabilmente completi tutti e due, e non difettivi come ora. (26. Giugno 1823.).