Sequence

p338_1,p338_2

[338,1]  Un pensiero degno di essere sviluppato intorno alla perpetua superiorità degli antichi sopra i moderni a causa della maggior forza della natura, per anche non corrotta, o meno corrotta, sta nelle notes historiques de l'Éloge historique de l'Abbé de Mably, par l'abbé Brizard , avanti le Observations sur l'hist. de France. Kehll. 1789. t. 1. p. 114. Note II. (17 Nov. 1820.).

[338,2]  Alla p. 271. pensiero ultimo. Tale era l'idea che gli antichi si formavano della felicità ed infelicità. Cioè l'uomo privo di quei tali vantaggi della vita 339 benchè illusorii, lo consideravano come infelice realmente, e così viceversa. E non si consolavano mai col pensiero che queste fossero illusioni, conoscendo che in esse consiste la vita, o considerandole come tali, o come realtà. E non tenevano la felicità e l'infelicità, per cose immaginare e chimeriche, ma solide, e solidamente opposte fra loro. (18. Nov. 1820.).