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p3710_1,p3710_2

[3710,1]  Viviturus regolare, per victurus del buon latino, dimostrante il vero supino vivitum {(vivuto),} secondo le nostre teorie (v. fra l'altre, p. 3709. fine), vedilo in una carta del secolo del mille nel Gloss. Cang. (16. Ott. 1823.)

[3710,2]  Alla p. 3694. Conferma la nostra congettura sull'origine del verbo bito o beto, il latino-barbaro rebitare, dove si vede appunto la coniugazione propria de' continuativi ond'egli sarebbe più regolare dell'antico bitere ec., e può servire a mostrare che questo (ond'esso pur viene, o a cui è affine) sia altresì un continuativo come certo lo è rebitare ec. ec. V. il Gloss. Cang. in revidare, rettificandolo secondo la nostra teoria e osservazioni ec. e con queste confermando la lezione di rebitare (da cui revidare non varia che per pronunzia, propria degli spagnuoli ec. sicchè ben può stare nel latino barbaro), e dilucidando i dubbi ec. E chi sa che bitere o betere ec. 3711 non sia veramente bitare o betare (ma piuttosto quello, sì a causa di rebitare, sì che da batus di bo o bao doveva farsi, secondo la regola, bitare anzi che betare) corrotto dagli scrivani per ignoranza della nostra teoria, e per la stessa cagione non restituito da' critici ec. Infatti che questi e quelli abbiano esitato su questo verbo, lo dimostra la sua diversa scrittura, bitere, betere, bitire, e il trovarsi in molti codici vivere per bitere (v. Forc.) ec. ec. Nel Curcul.1.2.52. bitet può così essere presente congiuntivo di bitare, come futuro indicativo di bitere ec. (16. Ott. 1823.)

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