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[3998,1]  3998 Alla p. 3636. - o che derivando dal latino, non hanno lo stesso significato, uso ec. che in latino ma diverso affatto come p. e. cintola diminutivo positivato da cinta, nome. V'è però in lat. cinctus us, e cinctum i, onde pur noi cinto e il diminutivo (alla latina) positivato cintolo, con cintolino ec. Forse però cinta per cinto non è che una corruzione di questo ec. E vedi il Gloss. in cincta ec. se ha nulla, {+cioè se fosse latino barbara essa medesima voce}. (24. Dec. Vigilia di Natale. 1823.)

[3998,2]  Diminutivi greci positivati. Μόριον. V. il Lessico con tutti i suoi composti, derivati ec. (e così i composti, derivati ec. degli altri diminutivi greci positivati, altrove notati da me [ p.3618] [ p.3975)]. Μορίς ίδος, μερίς μερὶδος. ᾽Αγγεῖον. Se questo è veramente diminutivo come dice la Gramm. di Padova, non solo è positivato, ma se ne fa un sopraddiminutivo, cioè ἀγγείδιον, e notisi anche in greco l'uso de' sopraddiminutivi ec. benchè qui una sola delle due diminuzioni avrebbe vigore ec. Si può credere che moltissime voci greche in ιον, in ίς ίδος, o in alcuna delle tante forme diminutive usitate in questa lingua (v. il Weller), sieno diminutivi positivati, benchè non si abbiano i positivi, o questi non si usino ora che in senso ben diverso, e per tali e simili {+e qualunque} cagioni quei nomi non sieno considerati dai Gramm. per originariamente diminutivi (p. e. ἰσχίον, {#κοράλλιον o κουράλιον, βαλάντιον, σίλϕιον; il derivato σιλϕῶδες mostra un posit. di σίλϕιον, perchè da questo sarebbe σιλϕιῶδες) v. p. 4018. ec.}). Così accade nel latino nelle lingue moderne ec. E quel che dico de' nomi si può stendere all'altre voci ec. (24. Dec. Vigilia del S. Natale. 1823.)