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Altro, ἄλλος ec. ridondante, o con senso di niuno, di nulla ec. in italiano, in greco ec.

Other, allos, etc., redundant, or meaning no one, nothing, in Italian, in Greek, etc.
2864,2   30. Giugno 1823.

[2864,2]  Proprietà comune alle tre figlie della lingua latina. Aggiungere pleonasticamente per idiotismo, e per proprietà di lingua l'aggettivo plur. altri o altre ai pronomi plurali nos e vos. Noi altri, voi altri; nous autres, vous autres; nosotros, vosotros. Nel che l'italiano e il francese è libero di farlo o non farlo, lo spagnuolo no ec. E presso i primi, massimamente i francesi, par che {quest'usanza} sia del dir familiare. {+Ella è presso noi della scrittura familiare, frequentissima nel discorso domestico, e quasi continua in quello del volgo, come nello spagnuolo, quando voi ha significato veramente plurale. V. p. 2891.} (30. Giugno 1823.).

3587,1   3. Ott. 1823.

[3587,1]  Diciamo volgarmente e con eleganza scriviamo, senz'altro pensare, senz'altro dire o fare, senz'altro preparativo, senz'altra cura, senz'altro curarsene e simili, per senza nulla pensare, senza niun preparativo, niuna cura ec. Nelle quali frasi la voce altro ridonda, e s'usa per pleonasmo, venendo in somma quelle locuzioni a dire senza pensare (anche il nulla è inutile qui, perchè il senza privativo, unito a pensare, comprende il detto vocabolo, giacchè chi non pensa, nulla pensa), senza preparativo, cura, (e qui pure sarebbe pleonastico il niuno, sebben s'usa, come il nulla nel caso sopraddetto) senza curarsene ec. Veggasi lo Speroni, solertissimo raccoglitore, e larghissimo spenditore delle più fine e più varie e moltiplici eleganze di nostra lingua; nel Discorso o lettera Del tempo del partorire delle donne, che tiene il terzo luogo 3588 fra' suoi Dialoghi Ven. 1596. p. 53. lin. penultima. Or confrontisi questo mero idiotismo italiano, e proprio tutto della lingua, e perciò elegante collo stessissimo idiotismo usitato nella lingua greca ed attica da' più eleganti e studiati scrittori. V. Creuzer Meletemata ex disciplina antiquitatis, par. 1. Lips. 1817. p. 86. not. 62. e Platone nel Convito ed. Astii Lips. 1819. sqq. t.3. p. 472. B. v.1. e p. 532. v. 7. Ai quali esempi è anche più conforme quello del Petrarca recato dalla Crusca alla voce Altro dalla Canz. 18.6. dove altra parimente e manifestissimamente ridonda, anzi pare affatto fuor di luogo e contraddittorio, come appunto in alcuni de' passi greci che son da vedere ne' luoghi accennati. {+ E così un altro esempio dello Speroni nel Dialogo della Retorica. Diall. Ven. 1596. p. 153. lin. 26. e Dial. 10. p. 207. lin. ult. } Vedi ancora il Forcellini se ha nulla. Senz'altro vale similmente alcune volte senza nulla, semplicemente, onninamente ec. V. p. 3885. Così ἄλλως, del che vedi le mie Annotaz. all'Eusebio del Mai. (3. Ott. 1823.)

4000,1   24. Dec. 1823. Vigil. del S. Natale.

[4000,1]  A proposito della ridondanza del pronome altro nell'italiano e nel greco, notata altrove [ p.2864] [ pp.2891-92] [ p.3587], osservivi che altro presso noi spesso vale semplicemente alcuna cosa, massime nella negazione, onde senz'altro vale sovente senz'alcuna cosa, cioè senza nulla, e altri quando si usa al modo del franc. on (e dell'ital. l'uomo, uno, la persona, si ec.) vale alcuno, che pur molte volte si dice ne' casi stessi. V'ha un luogo nel Petrarca Canz. Una donna più bella, stanza 3. v.12. dove altro, ben considerando il luogo, mi pare (e non credo che niuno fin qui l'abbia inteso) che non significhi se non alcuna cosa, cioè, poichè sta colla negazione virtualmente presa, nulla. (24. Dec. 1823. Vigil. del S. Natale.)

4010,5   10. Gen. 1824.

[4010,5]  Al detto altrove [ p.2864] [ p.2891-92] [ p.3587] [ p.4000] circa la ridondanza del pronome ἄλλος e altro appo i greci e gl'italiani in molte dizioni, e circa il significato di nulla o nessuno ec. assoluto o virtuale ec. che ha molte fiate nel nostro parlare il detto pronome, aggiungi le frasi non ne fece altro, non ne fate altro e simili, dove altro sta per niente, ed aggiungi eziandio che anche siffatto uso di questo pronome, oltre all'essere analogo alla predetta sua ridondanza usitata e nel greco e nell'italiano, è anche analogo a un uso particolare della voce plur. ἄλλα che i greci adoprano talora per cose frivole, vane, da nulla, cioè insomma nulla, come in un luogo di Fenice Colofonio, poeta, appresso Ateneo l.12. p. 530. F. 4011 οὐ γὰρ ἄλλα κηρύσσω, che il Dalechampio traduce frivola non denuntio: bene, ma propriamente sarebbe non enim nihil (cioè rem o res nihili) denuntio. E certamente qua spetta quel che dice lo Scapula che appresso Euripide ἄλλα si spiega per rationi non consentanea. E qua eziandio l'uso dell'avverbio ἄλλως per incassum, frustra, temere ec.; (del qual uso v. lo Scapula e l'indice greco a Dione Cassio coi luoghi quivi indicati, ad uno de' quali v'è una nota, dove si dice che tal uso è stato illustrato, dimostrato ec. dal Perizonio ad Ælian. ec. {#ἄλλως p. falso, frusta in luogo di Alessi Comico ap. Ateneo l. 13. p. 562 D. fin. male inteso dal Dalechampio }) e in parte ancora l'uso del medesimo avverbio ne' significati da me notati e illustrati nelle Annotazioni all'Eusebio del Mai, e nelle postille al Fedone di Platone sul fine ec. (10. Gen. 1824.). Presso Euripide il Tusano spiega ἄλλα per οὐκ ἐοικότα aberrantia a proposito. Ben può essere che questo sia il proprio senso, e l'origine di tal uso della voce ἄλλα sì presso Eurip. sì presso Fenice. Con tutto ciò non credo tal uso alieno dal nostro proposito e dall'analogia col sopraddetto uso italiano ec. (10. Gen. 1824.)

4014,2   14. Gen. 1824.

[4014,2]  Senz'altro puntello per senz'alcun puntello. Machiav. Asino d'oro, cap. 5. v. penult. Di tal modo di dire, altrove [ p.3885] [ p.4000] [ p.4010-11]. (14. Gen. 1824.) { V. qui sotto }.

4014,6   15. Gen. 1824.

[4014,6]  Senz'altra (senz'alcuna) disciplina. ibid. capitolo 8. verso 4. (15. Gen. 1824.)

4015,3   16. Gen. 1824.

[4015,3]  Ridondanza del pronome altro, ed ἄλλος, usitata nell'italiano e nel greco, come altrove [ p.2892] [ p.3588] [ p.4000]. Così otro nello spagnuolo. Cervant. D. Quij. par. 1. capit. 51. Cerca de aqui tengo mi majada, y en ella tengo fresca leche, y muy sabrosissimo queso, con otras varias y sazonadas frutas, no menos à la vista que al gusto agradables. {Son le ult. parole del capitolo.} (16. Gen. 1824.).

4018,3   18. Gen. 1824.

[4018,3]  Altro per nessuno o alcuno o ridondante, del che altrove [ p.2892] [ p.3588] [ p.4000]. Non sì ch'io speri averne altra corona. Macchiavelli, Capitolo della ingratitudine v.7. cioè averne corona, o averne nessuna o alcuna corona. (18. Gen. 1824.)

4025,4   2. Feb. 1824. Festa della Purificazione di Maria SS.

[4025,4]  Altro per niuno ec. come altrove [ p.3587]. Guicc. 1. 274. ed. di Friburgo lib. 3. senza cercare altra risposta per senza più cercare la risposta. (2. Feb. Festa della Purificazione di Maria SS. 1824.)

4026,5   7-9. Feb. 1824.

[4026,5]  Altro per niuno, del che altrove [ p.3587]. V. il med. ib. p. 340. lin. 13. (7. Feb. 1824.). E notisi il nostro uso del pronome altri sing. nel significato di cui v. la pag. 4024. capoverso 3., significato che spetta a questo proposito, e talora è anche de' francesi, i quali dicono per es. (credo in linguaggio familiare o burlesco) comme dit l'autre, parlando, v.g., d'un proverbio ec., cioè comme on dit. V. i Diz. franc. e spagn. (9. Feb. 1824.)

4030,4   13. Feb. 1824.

[4030,4]  Altro per nulla o alcuna cosa ec. V. il pens. preced. e le molte nostre frasi simili. (13. Feb. 1824.)

4036,10   28. Feb. 1824.

[4036,10]  Ἄλλο per οὐδὲν {o ridondante} come in italiano, del qual modo italiano corrispondente anche ad un altro analogo modo greco, ho detto altrove in più luoghi [ pp.3587-88] [ p.4000] [ pp.4010-11]. Luciano nel fine del libretto περὶ ἀσρτρολογίας (se però è suo): ῾Υπὸ δὲ τῇ δίνῃ τῶν ἀστέρων μηδὲν ἄλλο γίγνεσϑαι. E questo luogo dimostra l'origine di questa frase ed uso del pronome ἄλλος altri o ἄλλο altro, sì quanto al greco, sì quanto all'italiano. Perocchè viene propriamente a dire: μηδὲν ἄλλο ἢ αὐτὸ τοῦτο τὸ δινέεσϑαι; così senz'altro val propriamente senz'altro fuor della cosa medesima o delle cose di cui si parla. Vedi il detto da me lungamente circa la frase οὐδὲν πλέον sulla fine del Fedone, nelle mie note sopra Platone. E vedi anche il contesto del cit. luogo di Luciano. (28. Feb. 1824.). V. la p. seg.

4041,1   5. Marzo 1824.

[4041,1]  Senz'altro patto per senza niun patto. Guicc. l.7. ed. Friburgo t. 2. p. 124. principio. ed aggiunge assolutamente ch'è l'interpretazione espressa dell'anzidette parole. (5. Marzo 1824.)

4042,1   7. Marzo. 1824. prima Domenica di Quaresima.

[4042,1]  Altro per nessuno o ridondante. Guicc. t.2. ed. Friburgo p. 144. lin. penult. (7. Marzo. I. Domenica di Quaresima. 1824.)

4044,7   10. Marzo. 1824.

[4044,7]  Non ne fece altro per non ne fece nulla; non se ne fece altro; non se ne farà, se ne fa altro; modi consueti del nostro favellare. Non volle farne altro cioè nulla: nelle note al Guicciard. t. 2. p. 183.191.363. (10. Marzo. 1824.)

4057,1   5. Aprile. 1824.

[4057,1]  Altro per alcuno o ridondante, del che altrove [ p.2892] [ p.3588] [ p.4000] [ p.4015]. Aggiungasi quell'uso dell'avv. altrimenti o altramente ec., uso frequentissimo appresso i nostri, massime de' buoni secoli, e non raro neanche oggidì, nel qual uso quell'avverbio sembra un assoluto pleonasmo, quando cioè egli è congiunto alla negazione, p. e. così: non v'andò altrimenti, cioè non v'andò. (In altro modo egli può esser congiunto alla negazione con significati diversi, come quando si dice non altrimenti per parimente, non altrimenti che per come.) Par ch'esso avv. in tali casi equivalga al punto, al guari e simili italiani e francesii ec. aggiunti sì spesso alla negazione senz'alcuna maggior forza. In fatti spesso, o il più 4058 delle volte esso avverbio in questo caso non importa nulla, ma originariamente e veramente, e forse talvolta effettivamente massime presso gli antichi, vale in alcun modo. Gli altri l'usarono e l'usano senza certo aver mai neppure immaginato o sospettato quel che ei significhi in tali casi. Nei quali egli ha alcun chè a fare con quell'uso dell'avverbio ἄλλως, di cui altrove [ p.4011]. (5. Aprile. 1824.)

4090,1   20-21. Maggio 1824.

[4090,1]  4090 Altro per niuno, del che altrove [ p.4000] [ pp.4010-11]. Senz'altro mezzo. Speroni Dialoghi, Ven. 1596. p. 275. verso il fine. (20. Maggio. 1824.). + (21. Maggio 1824.)

4090,4   21. Maggio. 1824.

[4090,4]  + Nel Petrarca Canz. Una donna più bella ec. strofe 3. Altro volere o disvoler m'è tolto; altro sta per alcuna cosa, nulla, quidquam.

4101,9   10. Giugno. 1824.

[4101,9]  Altro per nulla ec. V. Caro Lettera a nome del Guidiccioni, lett. 15. fine. finchè non ho altro in contrario (modo comunissimo: avere o non avere altro in contrario, coll'interrogazione o positivo ec.), lett. 7. fine. senza darne altra (niuna) notizia al Padrone. (10. Giugno. 1824.)

4103,5   23. Giugno. 1824. Vigilia di S. Giovanni Battista.

[4103,5]  Altro per nulla, cosa alcuna. Guicc. t.4. p. 50. ediz. di Friburgo: innanzi tentasse altro: e non aveva ancora tentato niente. (23. Giugno. Vigilia di S. Giovanni Battista. 1824.)

4122,1   19. Nov. 1824.

[4122,1]  4122 Altro per niuno. Guicciard. 4. 378. 389. Casa Galateo capo 1. fine. opp. Ven. 1752. t. 3. p. 239.

4122,8   30. Nov. Festa di S. Andrea. 1824.

[4122,8]  Altro per nessuno o ridondante. Guicc. 4.398. Di quella altra (cioè niuna) dichiarazione v. la pag. preced. di esso Guicc.

4122,18 [4122,17]   18. Dic. 1824.

[4122,17]  Altro per alcuna cosa o per nulla in senso di aliquid. V. la Crus. in Altro §.1. e Bocc. 30. nov. scelte Ven. 1770. p. 173. principio. (18. Dic. 1824.)

4124,6   17. Feb. primo Giovedi' di Quaresima 1825.

[4124,6]  Altro ridondante. Ricordano Malespini Cronica o Storia Fiorentina ed. Fir. 1816. di Vincenzio Follini, p. 219. nota 2. al capitolo 12. Ora incomincieremo a dire delle divisioni grandi le quali vennono in Roma tra il popolo minuto e gli altri maggiori (cioè i grandi, i potenti, gli ottimati, i reggenti) di Roma . Appunto alla greca. (17. Feb. primo Giovedì di Quaresima 1825.)

4125,9   3. Marzo. 1825.

[4125,9]  Altro ridondante. Ricordano Malispini Stor. Fior. Firenze 1816. c. 96. fine. Il Villani nel luogo parallelo lib. 5. c. 33. omette altri. (3. Marzo. 1825.)

4127,5   29. Marzo. Martedi' Santo. 1825.

[4127,5]  Ciascun vizio per se senza altra cagione (cioè senza estrinseca cagione, senza cagione alcuna di fuori di lui). Casa Galat. c. 28. opp. Ven. 1752. t. 3. p. 298. (29. Marzo. Martedì Santo. 1825.)

4127,7   
4135,3   18. Aprile 1825.

[4135,3]  Senza altra (cioè niuna) considerazione avere dei suoi meriti. Casa Galateo c. 14. opp. Ven. 1752. t. 3. p. 261. fine.

4139,5   31. Maggio 1825.

[4139,5]  Senz'altro (niun) fine. Casa Istruz. al Card. Caraffa. opp. t. 2. p. 4. lin. 19. ed. Ven. 1752.

4140,11   Milano. 22 Settembre - 6 Ottobre 1825.

[4140,11]  Se Dio facesse altro di me, vale, facesse alcuna cosa, nulla. Così, Machiavelli, Commedia in prosa senza titolo, opp. Italia 1819. vol. e 6° at. 2. sc. 1. p. 328. Io guarderei molto ben chi egli fusse, prima ch'io facessi altro, cioè nulla, cioè cosa alcuna. Senza pensare altro, io mi avvierò là. ib. 2. 7. 337-8. E del vecchio eramo come certissimi che prestatomi indubitata fede, ne dovesse andar la senza pensare altro. Cioè nulla. 3. 1. 340. La padrona subito si spoglia, e senza pensare ad altro (a nulla) nel letto si corica. ib. 341. (Milano.).

4145,2   Bologna. 18. Ottobre. 1825.

[4145,2]  E comandolle che senza altro (nulla) dire, per sua propria l'allevasse. Caro Gli Amori pastorali di Dafni e Cloe di Longo Sofista, ragionamento primo, p. 6. ediz. di Crisopoli (Pisa) 1814. nel volume 2do della Collezione degli Erotici greci tradotti in volgare.

4158,2   9. Dicembre. 1825. Bologna. Vigilia della Venuta della Santa Casa

[4158,2]  Perocchè (l'uomo) non era servo se non di Dio, il quale doveva amare con tutto il cuore, senza altro compagno. Cavalca Specchio di croce, capit.4. verso il fine, ediz. di Brescia, 1822. p. 13.

4163,9   1. Febbraio. 1826. Bologna.

[4163,9]  Gli spagnuoli dicono mas ridondante o vero per niuno come noi altro. Sin mas oro ni mas seda, cioè senza punto d'oro nè di seta. Augustin de Roxas, Viage entretenido. (Bologna. 1. Feb. 1826.)

4166,11   4. marzo. 1826. Bologna

[4166,11]  Altro per alcuno, niuno. V. Crus. in Fare contrappunto.

4167,2   4. marzo. 1826. Bologna

[4167,2]  Senza altrimenti (cioè punto, in niun modo) ordinare sua famiglia. Vit. SS. PP. nelle Giunte Veronesi v. In trasatto.

4182,6   5. Luglio. 1826. Bologna

[4182,6]  Senz'altra pompa, per senza niuna. ib. V. 120. V. anche Son. Il successor di Carlo , v. 7. e Canz. Una donna più bella, st. 3. v. 12.

4188,7   15. Luglio. 1826. Bologna

[4188,7]  Caro Eneide l. 4. v. 452. E più non disse, Nè più (nè altra, cioè nè alcuna) risposta attese; anzi dicendo, Uscìo d'umana forma e dileguossi. (Bologna. 15. Luglio. 1826.)

4227,4 [4227,1]   Recanati. 16. Nov. 1826.

[4227,1]  Senza porvi altro studio (cioè alcuno). Varchi, Ercolano, Venez. Giunti 1570. p. 94. verso la fine.

4229,2   9. Dic. Vigilia della Venuta della S. Casa di Loreto. 1826. Recanati.

[4229,2]  Senza fargli altra risposta, cioè niuna. Sanazz. Arcadia, prosa 11. fine.

4231,3   Recanati. 12. Dic. 1826.

[4231,3]  Assai meglio scrisse (il Boccaccio) quando si lassò guidar solamente dall'ingegno ed instinto suo naturale, senza altro studio o cura di limare i scritti suoi, che quando con diligenza e fatica si sforzò d'esser più culto e castigato. Castiglione prefaz. del Cortegiano. Senza altro (cioè alcuno) impedimento. Ib. lib. 2. ed. Venez. 1541. carta 79. p. 2. principio, ed. Venez. 1565. p. 198. fin. E così il medesimo autore nella citata opera altre più volte. Senz'altro strepito (cioè niuno). Ib. lib. 3. carta 126. principio. - p. 310.

4238,2   Recanati. 29. Dic. 1826.

[4238,2]  Senz'altro fiato (cioè nessuno). Galilei, Saggiatore, opp. ed. di Padova, t. 2. p. 284. luogo molto insigne e notabile al proposito.

4243,1   Domenica. 14. gennaio. 1827.

[4243,1]  Senza più oltre o più avanti o innanzi pensare, e simili, vagliono spesse volte semplicemente senza punto pensare. Così senza pensar più là. Così senza più, o solo, o accompagnato con verbi ( senza più pensare ) o con nomi, equivale spesso a senza nulla o niuno, appunto come in ispagn. mas per niuno, del che altrove [ p.4163]. Senza pensar più oltre. { V. Firenzuola Ragionam. ed. Classici ital. p. 229. cioè penult. Bembo Asolani p. 10. col. 1. fin., nelle sue opp. }

4243,5   Domenica. 14. gennaio. 1827.

[4243,5]  Altro per niuno o niente. Firenzuola Ragionamenti, ed. dei Classici ital. p. 89. lin.2. p. 230. cioè ult.

4248,10   Recanati. 27. Feb. ult. di Carnovale. 1827.

[4248,10]  Αλλος ridondante. V. Casaub. ad Athenae. l.9. c.10. dopo il mezzo, dove il Casaub. non pare avere atteso a questa proprietà del grecismo, nè compresala bene.

4282,3   Recanati. 18. Apr. 1827.

[4282,3]  Anche i francesi nel dir familiare usano autre per aucun, o ridondante. Così sans autre examen senz'altro esame, per sans aucun examen, in certi versi del modernissimo Andrieux, appresso MM. Noël e Delaplace, Leçons de littérature et de morale, 4me édit. Paris 1810. tome 2. p. 58. Così ancora autrement per guère, o ridondante, pure nello stil familiare. V. Alberti, e Richelet, Dizz. (Recanati. 18. Apr. 1827.)

4285,3   Firenze. 1. Luglio. 1827.

[4285,3]  Avvengachè tra gli scrittori che io ho visti, non si trovi in maniera alcuna chi altrimenti (ridondante) costui si fosse. Giambullari, Istoria dell'Europa , lib. 7. principio, Pisa, Capurro. 1822. t. 2. p. 173.

4285,4   Firenze. 1. Luglio. 1827.

[4285,4]  Sull'orlo d'un laghetto, ch'era vicino a certe balze sopra le coste di Agnano, stavano una testuggine, e due altri uccelli pur d'acqua. Firenzuola, Discorsi degli animali. (Firenze. 1. Luglio. 1827.)