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Diminutivi usati come positivi.

Diminutives used as positives.
980,2   25. Aprile 1821

[980,2]  Basta che la voce Oco che significa anch'essa occhio in russo, (cioè oltre la voce Glass che significa lo stesso) sia tanto simile all'oculus de' latini, onde dimostrare che questa voce non è meno affine alla voce latina, che la parola occhio in italiano, non essendo oculus che il diminutivo della parola occus o occos che significava {un} occhio in greco antico, come lo attestano Esichio ed Isidoro . Luogo citato qui sopra, p. 244. principio. { Occhio però viene da oculus come da somniCULosus, sonnaCCHIoso, e l'antico sonnoCCHIoso, da auricula, orecchia, da geniculum o genuculum, ginocchio (v. pag. 1181. marg.), da foeniculum, finocchio, da macula, macchia, da apicula o apecula, pecchia, da stipula, stoppia, (bisogna notare che anche gli spagnuoli dicono ojo da oculus, come oreja, oveja da auricula, ovicula ec.) da ungula, unghia ec. v. p. 2375. (e la p. 2281. e segg.) .} Sì dunque la voce russa Oco derivata dal latino mediante la propagazione 981 della lingua latina nell'Illirico, avvenuta in bassi tempi, (Hager, ivi, p. 244. verso il mezzo ec. {+e Bibl. Italiana vol. 8. p. 208 rendendo conto dell'opera dello stesso Hager: Observations sur la ressemblance frappante que l'on découvre entre la langue des Russes et celle des Romains. Milan. 1817. chez Stella, en 4.o. gr. dove l'autore dimostra questa propagazione}) essendo la lingua russa figlia dell'illirica (ivi); sì ancora la voce ojo spagnuola {(che si pronunzia oco, aspirando il c all'uso spagnuolo)} dimostrano che quell'antichissima voce occus, benchè sparita dalle scritture latine, si conservò nel latino volgare. (25. Aprile 1821.)

1504,1 [?]   15 Agosto,1821. dì dell'Assunzione di Maria Santissima.

[1504,1]  Ogni volta che si troverà citato in questi fogli il Du Cange, Glossario latino-barbaro, si avverta che nella mia edizione, non è tutto del Du Cange. Vi sono parecchie giunte e correzioni de' Monaci Maurini editori, contrassegnate nei modi che si specificano nella loro prefazione p. 8. dopo il mezzo. (15 Agosto, dì dell'Assunzione di Maria Santissima. 1821.).

2280,1   24. Dic. Vigilia del Natale 1821.

[2280,1]  L'ital. mescolare, il francese mêler, anticamente mesler, lo spagn. mezclar derivano evidentemente da un latino misculare o misculari, il quale è tanto ben formato da miscere (da cui abbiamo pur mescere) quanto joculari da jocari, speculari da specere, {+ gratulari da gratari,} ed altri molti. E questo misculari trovandosi in tre diverse lingue figlie della latina, dovè per necessità trovarsi in quella fonte da cui tutte tre (ciascuna indipendentemente dall'altra) derivarono, cioè nel volgare latino. Massimamente che le dette voci sono proprissime ciascuna della sua lingua, fino da' principii di questa. V. il Forcell. il Glossar. ec. che non ho consultati. Aggiungete che il francese e lo spagnolo non hanno altro verbo che risponda a miscere, onde si vede che misculare prevalse nell'uso volgare latino come infatti prevale 2281 nel med. uso volgare, il mescolare italiano al mescere. {+ Similmente prevale (e questo è veramente il più volgare), prevale dico il mischiare, e questo è in anima e in corpo il misculare, o misculari latino, cambiato per proprietà di nostra pronunzia il cul, in chi, del che v. p. 980. marg. Diciamo anche meschiare, ma è meno usuale, e l'adoprarlo non è senza qualche affettazione o d'eleganza o d'altro. V. il Gloss. se ha nulla, e p. 2385. }

  2286-2287

[2285,1]  Alla p. 2192 fine. Se alcuno volesse dire che i verbi ch'io chiamo continuativi, quando presso gli scrittori, si trovano, come non di rado avviene, in significato frequentativo o diminutivo, fossero contrazioni de' verbi in itare, (come prensare di prensitare) noti o ignoti, stieno in somma in vece di essi, e così vengano ad esser 2286 derivati dai frequentativi anzi veri frequentativi non solo per significazione ma anche per formazione ed origine gramaticale; non lo contrasterei più che tanto: benchè mi paia naturalissima e più verisimile quell'altra ragione ch'io adduco di tale uso de' continuativi, cioè le solite metamorfosi che nelle parole, frasi, forme, formazioni, significati ec. produce inevitabilmente il tempo e il vario uso de' vari generi di scrittori, e parlatori. Chi può dubitare che le desinenze in ulus, e altre tali non fossero espressamente diminutive, e che i nomi o verbi ec. così formati, originariamente e propriamente non significassero diminuzione di quella cosa o azione, ch'era significata dal verbo o nome positivo? E nondimeno v. la p. 2281. dove ho dimostrato come questi diminutivi sì nell'antico ottimo latino scritto, sì nel volgare, sì nelle lingue sue figlie, sieno passati spessissimo a significazione positiva, divenuta 2287 loro così propria, che oltre che non significano più alcuna diminuzione, volendoli ridurre a diminuire, bisogna, come spesso si fa, soprattaccargli un'altra desinenza diminutiva. E ho mostrato ancora che perduti affatto i loro positivi, restano essi in luogo di questi, e con lo stesso preciso valore dei medesimi ec.

[2287,1]  Del resto ho fatto vedere in più luoghi, e notato anche espressamente, che i verbi continuativi, in un modo o nell'altro indicano o sempre o quasi sempre accrescimento di quell'azione ch'è significata dai positivi, o sarebbe significata se essi tuttora esistessero. L'indicano, dico, per loro natura, e l'indicano o riguardo al tempo e alla durata, o a qualunque altra di quelle cose che ho notate. Or come dunque si vorrà confondere la proprietà e la natura, e la forma stessa di quei verbi (come fa il Forc.) con quelle de' verbi in itare, forma che porta con 2288 se una forza diminutiva, che a prima giunta è manifesta e sensibile a qualunque orecchio men che mediocremente assuefatto al latino? (26. Dic. 1821.)

2663,5   10. Gen. 1823.

[2663,5]  Anticamente i latini dicevano maxilla axilla etc. (Cic. Orator, n.155.), indi fecero mala, ala, ec. Or noi conserviamo l'antico: mascella, ascella, tassello. Dicevano anche siet per sit (v. ib. num.159.); or 2664 quello e non questo si dovette {sempre} conservare nell'uso del popolo, come apparisce da sia, soit, sea. (10. Gen. 1823.). { Notisi il nostro uso simile, di aggiungere un'e alle vocali accentate: virtue, fue ec.}

2864,1   30. Giugno. 1823.

[2864,1]  Diminutivi che nelle lingue figlie della latina sono passati in luogo dei positivi latini, del che ho ragionato altrove [ pp.980-81] [ pp.2281-83] [ pp.2286-88], sia che questi positivi non esistano più in esse lingue, sia che questi diminutivi sieno fatti loro sinonimi. Fratello, sorella, figliuolo ital. orilla da ora, cioè estremità, spagn. V. il Glossar. il Forcell. e i Diz. spagn. quanto alle tre suddette voci italiane. (30. Giugno. 1823.). {+ Orecchia, oreja, oreille da auricula; pecchia, aveja, abeille da apicula o apecula, come vulpecula. Flagellum s'usava anche nell'antico latino pel suo positivo flagrum; siccome ora flagello, fléau; e flagrum è perduto. Scalpello e scalpro.} { V. p. 2974. 3001. 3040. 3264. }

3040,2   26. Luglio. 1823.

[3040,2]  Alla p. 2864. Avolo, abuelo, ayeul da avulus. Noi abbiamo anche il positivo avo. (26. Luglio. 1823.). { v. p. 3054. 3063.}

3312,2   31. Agosto 1823.

[3312,2]  Patulus sembra un diminutivo di patus, andato in piena dimenticanza, restando in sua vece il detto diminutivo. - A quello che altrove ho detto [ pp.3054-55] di fabula e fabella, se ambo sieno diminutivi, o quello positivo, questo diminutivo, aggiungi l'esempio di baculum e baculus positivi, bacillum diminutivo. E vedi il luogo di S. Isidoro appo il Forcellini in Bacillum 3313 fine. (31. Agosto 1823.)

3477,3   20. Sett. 1823.

[3477,3]  Frissont, frissonner, - brivido - ϕρίσσω. (20. Sett. 1823.)

3514,2   25. Sett. 1823.

[3514,2]  Alla p. 2984. Vieil da veculus come oeil da oculus, oreille da auricula o aurecula (corrottamente) ec. vermeil, vermiglio, vermejo da vermiculus o vermeculus ec. Sommeil è certamente un somniculus diminutivo, preso in senso positivo, come somme da somnus. Resta però il senso diminutivo 3515 a sommeiller che vien da somniculare come il nostro sonnecchiare, e che serve a confermar la derivazione di sommeil da somniculus. Appareil; apparecchio, apparecchiare, sparecchio ec.; aparejo, aparejar dimostrano un diminutivo positivato appariculare per apparare, (come misculare per miscere, di cui altrove [ pp.2280-81] [ pp.2385-86] [ p.3182)], appariculus per apparatus; voci ignote nel buon latino, ma comuni alle tre lingue figlie. V. Glossar. ec. (25. Sett. 1823.) { Parecchi, pareil, onde appareiller, sono da pariculus ec. V. Gloss. ec. parejo (cioè par) parejura ec. Pelleja, pellejo, pellico; pelliccia; pelisse; spag. mod.no pellìz, da pellicula ec. Lo spag. ha anche il positivo, piel. Semilla. Soleil, Ouaille da ovicula ec., come oveja spag.}

3515,1   25. Sett. 1823.

[3515,1]  A quello che altrove ho detto [ pp.980-81] [ p.2358] di occhio e di ojo, formati regolarmente da oculus, non da ocus, come potrebbe parere, aggiungasi che anche oeil viene manifestamente da oculus (v. la pag. qui dietro), e non potrebbe venire da ocus. Aggiungi ancora a quello che ho detto in tal proposito, che da somniculosus abbiam fatto oltre sonnacchioso e sonnocchioso, anche sonnoglioso e sonniglioso, mutato il cul in gli, come in vermiglio da vermiculus, di cui v. pur la pag. antecedente, {+e in periglio da periculum, e in coniglio (conejo) da cuniculus. Quindi i diminutivi spagn. in illo, da iculus.} (25. Sett. 1823.). Abbiamo anche sonnoloso.

3516,1   25. Sett. 1823.

[3516,1]  3516 Axilla era voce antiquata fin dal tempo di Cicerone, e sostituitavi ala (v. Forc. in Axilla, in X ec.). Antiquata nel parlare e nello scrivere colto. Ora il volgo conservolla sempre, tanto che la trasmise a noi, i quali usiamo ancora volgarmente e tuttodì quella voce latina che al tempo di Cicerone era già disusata. Ascella, aisselle. Così dite di maxilla, (mascella, mexilla), che pur si trova usata da scrittori posteriori, ma ciò dovette esser con poca eleganza. Ala e mala che al tempo di Cicerone in questi significati erano più recenti e più usate di quell'altre, oggi, restando queste, sono esse affatto perdute in tali significazioni. (25. Sett. 1823.). Al contrario palus è rimasto, paxillus perduto; velum è rimasto, vixillum non è per noi che voce poetica ec. (25. Sett. 1823.)

3557,2   30. Sett. 1823.

[3557,2]  Alla p. 2984. Anche il nostro vieto è il positivo vetus. E la doppia terminazione francese vieil vieux forse non ha altra origine che l'esser questi {originalmente} due nomi diversi, l'uno positivo, l'altro diminutivo. Ai diminutivi latini usati positivamente nello stesso fior della latinità, aggiungi oculus, e vedi quello che altrove ne ho detto [ pp.980-81] in proposito della voce russa oco, citando l'Hager. (30. Sett. 1823.). {Noi ancora diciamo veglio, vegliardo ec. voci antiche, ora poetiche, o da vieil, e d'origine provenzale ec. o da veculus dirittamente, come periglio da periculum del che vedi la pag. 3515 fine e marg.}

3617,5   6. Ott. 1823.

[3617,5]  A proposito del diminutivo ginocchio a noi rimasto pel positivo, del che altrove [ p.2282]. Genou è il positivo genu. Ma agenouiller viene dal diminutivo 3618 genuculum o ec. non altrimenti che inginocchiare. {Il Gloss. ha anche l'espresso ginochium.} Servirsi de' diminutivi in luogo de' positivi fu anche de' greci. Ποίμνιον grex ovium è diminutivo di ποίμνη, come κόριον di κόρη, ma vale il medesimo. (6. Ott. 1823.)

3621,2   7. Ott. 1823.

[3621,2]  Participii in us di verbi neutri in senso neutro. V. Forcell. in Desitus confrontando quegli esempi col quarto esempio di Desino appresso il medesimo Forcellini. (7. Ott. 1823.)

3636,1   9. Ott. 1823.

[3636,1]  L'uso de' diminutivi positivati (sì verbi che nomi ec.) o che i positivi non s'usino o non esistano ec., o che s'usino collo stesso valore o equivalente, è comune alle nostre lingue anche in vocaboli che non derivano dal latino, {+donde ch'egli abbiano origine. V. p. 3946. 3998. }. Come in francese { fardeau (it. fardello), marteau, martel (martello, martillo), roseau,} berceau, tonneau ec. ec. diminutivi per forma, sono tutti positivi di significato. { Fromba e frombola, coi derivati dell'uno e dell'altro. {+Puoi vedere la pp. 3968-9. 3992. capoverso 1 3993. capov. ult.; 3994. fin.; p. 4000. fin. - 4001. p. 4003.} pauget empaqueter ec. Noi volgarm. pacco e pacchetto. V. l'Alberti e gli spagnuoli.} { fourreau, diminutivo di un fourre, onde fourrer, che rispondesse al nostro fodero o fodera. Infatti in spagnuolo si ha aforro onde aforrar ec. come noi da fodera, foderare. L'aggiunta dell'a nel principio delle voci è usitata assai in spagnuolo come in italiano (Monti Propos. in ascendere). Sicchè aforro è fourre. v. {p. 3852.} } A proposito di berceau, anche noi diciamo positivamente culla, ch'è altresì diminutivo, fatto da cuna (che noi pure abbiamo), o ch'e' sia corruzione moderna di cunula (che si trova in Prudenzio), o ch'e' sia forma antica latina, diminutiva anch'essa, e contratta da cunula, o indipendente da questo. Vedi il Forcellini in trulla diminutivo di trua. (9. Ott. 1823.). { V. p. 3897. 3993.}

3684,2   14. Ott. 1823.

[3684,2]  Mêler ant. mesler, secondo che ho detto altrove [ p.2280] [ p.3182], è da misculare o mesculare, come mâle, ant. masle, da masculus. (14. Ott. 1823.)

3687,1   14. Ott. 1823.

[3687,1]  Sella è certamente un diminutivo positivato di sedes (o di sedia, di cui altrove [ p.3350)], come tra noi seggiola e seggetta sono diminutivi positivati di seggia, corruzione di sedia, {+che parimente abbiamo, cioè seggia e sedia, siège ec.} Gli spagnuoli silla, pur diminutivo positivato. Sella it. selle franc. in uno de' significati del lat. sella. Gli spagnuoli anche qui silla. Sella per sedia, sede, è di Dante. Sella in senso lordo, v. la Crusca. Sella lat. è diminutivo come trulla e simili. Diminutivo del diminutivo, sellula. Quindi sellularius, il cui senso si può dir positivo. Così bene spesso formula lat. formola ec. per forma. (14. Ott. 1823.)

3694,2   15. Ott. 1823.

[3694,2]  Aiguille, aguglia, aguja, guglia (co' lor derivati ec.) diminutivo sovente positivato, dal lat. aculeus, altresì diminutivo come equuleus. Anche il greco ὀβελίσκος quando significa guglia è un diminutivo positivato. ᾽Οβελίσκος e aguglia o guglia, aiguille, aguja suonano cose simili tra loro anche nel senso proprio. (15. Ott. 1823.)

3742,1   20. Ott. 1823.

[3742,1]  3742 Mutolo, quasi mutulus, per muto; diminutivo positivato, restando anche il positivo. Quindi ammutolire ec. per ammutire ec. che pur si ha. (20. Ott. 1823.)

3751,1   22. Ott. 1823.

[3751,1]  Diminutivi positivati. Novello, nouveau, Novella, rinnovellare ec. ec. V. il Forc. in Novellus (quasi iuvenculus) e i derivati sopra e sotto la detta voce: gli spagnuoli ec. (22. Ott. 1823.)

3756,2   22. Ott. 1823.

[3756,2]  Verbo diminutivo in senso positivo. Nidulor per nidor aris (che non esiste) da nidulus per nidus. Noi abbiamo annidare ec. (22. Ott. 1823.)

3811,2   31. Ott. 1823.

[3811,2]  Diminutivi positivati. Cornacchia (poet. cornice), corneja, corneille, per lo positivo cornix. Cornicula è di Orazio. V. Forcell. in Corniculans e corniculatus da corniculum diminutivo di cornu , e la Crusca in cornicolare, cornicolato, corniculato ec. { Fuseau. Figliuolo (filiolus), figliuolanza ec. Al detto altrove di scabellum, sgabello ec. aggiungi il franc. escabeau ed escabelle.} A quel che si è detto altrove [ p.2864] di flagellum aggiungi il verbo da lui fatto, cioè flagello as, mentre da flagrum non si disse flagrare. Vero è che flagrum si crede anzi derivato da flagrare ardere ec. Da flabellum flabellare, ma non da flabrum flabrare, il qual verbo, seppur esiste, è in altro senso ec. (31. Ott. 1823.)

3816,3   2 Nov. 1823.

[3816,3]  Diminutivi positivati. Libella (it. livella, livello, franc. niveau, spagn. se non erro, nivel; livellare ec., niveler ec., ec.) per libra che pur si dice nello stesso significato. V. Forcellini. Circulus (circulo as, circularis ec. ec.) per circus, voce antiquata ec. (benchè pur si trova) se non nel senso dell'anfiteatro romano ec. ec. V. Forc. (2 Nov. 1823.)

3821,1   3. Nov. 1823.

[3821,1]  3821 Diminutivi positivati. Orbiculatus, orbiculatim, reticulatus, venniculatus ec. (3. Nov. 1823.) {se già non sono frequentativi di significato come altrove generalmente ho avvertito [ pp.1240-42].}

3825,1   4. Nov. 1823.

[3825,1]  Non solamente in italiano e in francese ec. (come in châtelet) si diminuiscono i diminutivi positivati, come ho detto altrove [ p.3636], venuti dal latino o no, positivati nel latino o nelle lingue moderne ne ec.; ma eziandio nel latino medesimo, come flabellulum, s'è vera voce, e credo altre parecchie {#Sellula. Asellulus.}. Del resto anche i diminutivi non positivati si tornano a diminuire talvolta in latino come in italiano ec. s'io non m'inganno. Puella, benchè sia voce esprimente una cosa piccola e da vezzeggiare ec. pur è un diminutivo positivato in quanto restò solo in uso in vece dell'antiquato {suo positivo} puera, di cui v. Forcell. E puella si diminuisce in puellula. (4. Nov. 1823.)

3834,2   5. Nov. 1823.

[3834,2]  Diminutivi positivati. Rameau {+Anche tra noi ramoscello ec. molte volte è positivato, massime nel dir moderno.,} Taureau. (5. Nov. 1823.)

3843,1   6. Nov. 1823.

[3843,1]  Diminutivi positivati. Mamilla o mammilla diminutiv di mamma (mammella ec.). Papilla diminutivo di papula, come fabella di fabula e simili, del che altrove [ pp.3054-55] [ p.3061] [ p.3312] {+ V. la p. seg.} e diminutivo in illa, come mammilla che il Forc. chiama diminut. a mamma, atq. idem saepe significans (scil. idem ac mamma). (6. Nov. 1823.)

3844,1   7. Nov. 1823.

[3844,1]  A quello che altrove ho detto [ pp.3054-55] [ pp.3062-63] di asinus-asellus, fabula fabella, populus-popellus ec. aggiungi pagina-pagella, {#Aggiungi ancora il detto a pag. 3875 dimostrante che moltissimi nomi latini in ulus, culus ec. non sono diminuitivi neppur per origine e regola di formazione.} E nóta il nostro diminutivo positivato favella, favellare ec. {#(V. la pag. 3896.) } de' quali verbi altrove ad altro proposito. { Poculum-pocillum, Papula-papilla, Geminus-gemellus, Tabula-tabella, Femina-femella, Baculum o us-bacillum o us, Pulvinus-pulvillus.} Catulus-catellus. Anellus (anello ec.) è diminutivo di anulus (il quale ancora è forse diminutivo di annus, ma di senso diverso dal suo positivo onde non ha che fare col nostro discorso de' diminutivi positivati). Sicchè il nostro anello ec. (e v. il Gloss.) è un diminutivo positivato. {# Veggasi la pag. 3901 capoverso 2 e il luogo a cui esso capoverso si riferisce.} (7. Nov. 1823.)

3852,3   10. Nov. 1823.

[3852,3]  Diminutivi positivati. Ladrillo (diminutivo ladrillejo) con tutti i suoi derivati da later, quasi latericulus, o laterculus. E v. appunto il Forc. circa l'uso positivato di laterculus. (10. Nov. 1823.)

3863,1   11. Nov. 1823.

[3863,1]  A quello che altrove ho detto [ p.3687] del latino diminutivo positivato sella, aggiungi il francese selle, col suo diminutivo sellette, ec. e v. gli spagnuoli ec. (11. Nov. 1823.)

3875,1   13. Nov. 1823.

[3875,1]  Ho detto altrove [ p.3312] che patulus sembra diminutivo positivato di un patus. Male. Non tutti i nomi in ulus, nè tutti i verbi in ulare sono diminutivi {neppur per origine e regola di formazione}: p. e. iaculum da iacio, speculum e specula da specio, vehiculum, curriculum, adminiculum, amiculum da amicio, periculum da πειράω, iaculari, speculari, famulus, famulor ec., {+ retinaculum, miraculum, obstaculum, stimulus, stimulo, stabulum, stabulo, pabulum, poculum, fabula, fabulor ec. (v. la p. 3844.), crepitaculum, sustentaculum, baculum, baculus, osculum, ec.} Patulus è di questi, fatto a dirittura da pateo ec. (13. Nov. 1823.). {+Fors'anche oculus è di questi, contro il detto altrove [ pp.980-81] [ p.2281] [ p.2358] [ p.3557]. V. Forc. ec.}

3886,1   17. Nov. 1823.

[3886,1]  3886 Altrove osservo [ pp.980-81] [ pp.2281-83] [ pp.2375-76] [ pp.3514-15] [ p.3557] che il cul de' latini si cangia assai sovente nell'italiano in chi o cchi (o-cu-lus, o-cchi-o) o gli (pe-ri-cul-um, peri-gli-o), nello spagnuolo in i (o-cu-lus, oj- o) nel francese in ill o il o eil o eill {+o ail o aill } ec. (péril, abeille, vermeil, ouaille, o-cul-us, o-eil ec.). Nótisi che tali cangiamenti non sono certo direttamente stati fatti da cul, ma da cl contratto nella volgar pronunzia latina, come si vede anche non di rado nel latino illustre e scritto, massime appo i poeti; come seclum, periclum ec. (17. Nov. 1823.)

3893,4   19. Nov. 1823.

[3893,4]  Diminutivi positivati. Gesticulor, {#Questo però, se non viene da gesticulus (ch'è voce moderna e solo di Tertulliano) può essere piuttosto frequentativo che diminut. o un misto dell'uno e dell'altro, come tanti nostri verbi italiani, di cui altrove [ pp.1116-17] [ pp.1240-42] ex professo.} ec. Vedi il Forcellini. Franc. gesticuler. Noi ancora volgarmente gesticolare. 3894 Vedi l'Alberti. ec. (19. Nov. 1823.). Corbeau da corvus.

3894,3   20. Nov. 1823.

[3894,3]  Diminutivi positivati. Faisceau da fascis e per fascis. Similmente fastello, quasi fascettello. Gocciola, gocciolare sgocciolare ec. diminutivi equivalenti ai positivi goccia, gocciare, sgocciare ec. da gutta. Questi diminutivi cioè gocciola (e così frombola 3895 di cui p. 3636. marg. benchè fromba non sia nome latino), ec. e simili altri in olo ec. breve, sono alla latina; il che è da notare. (20. Nov. 1823.)

3896,2   21. Nov. 1823.

[3896,2]  Diminutivi positivati: pocillator da pocillum, invece di dir poculator da poculum, ma collo stesso senso, cioè di οἰνοχόος. (21. Nov. 1823.). Così favellare da fabella, in vece e nel senso di fabulare da fabula, del che vedi la p. 3844. (21. Nov. 1823.) { Gemellus coi derivati, diminutivo di geminus (come pagella di pagina. Gemello, iumeau, v. gli spagn. Femelle da femella per femina, femme, passato in francese al semplice significato di donna.)}

3902,2   24. Nov. 1823.

[3902,2]  A proposito del diminutivo positivato ποίμνιον, di cui altrove [ p.3618], si può notare che anche in francese il vocabolo che significa gregge, e particolarmente gregge di pecore {(come ποίμνιον e ποίμνη)} o di montoni, è originariamente diminutivo, cioè troupeau per troupe, la quale seconda voce equivarrebbe a grex che forse propriamente è generica come troupe, e significa moltitudine, adunanza ec. secondo che in latino e in italiano tuttogiorno s'adopera. (24. Nov. 1823.)

3907,2   26. Nov. 1823.

[3907,2]  Diminutivi positivati. Cultellus (coltello, couteau ec. {+V. i Diz. in coutre. Trovo in 2. lett. di Feder. II. coutelet, per coltellino.)} cultellare, cultellatus ec. V. Forcell. (26. Nov. 1823.)

3907,4   26. Nov. 1823.

[3907,4]  Bisogna notare che i diminutivi positivati (verbi o nomi {+ec.}) da me raccolti non sieno di senso neanche frequentativo, nè disprezzativo, nè vezzeggiativo, nè simile, {eccetto se tale non fosse anche} quello del positivo, al quale esso deve insomma essere totalmente conforme. Misculare (a proposito di cui ho preso a discorrere de' diminutivi 3908 positivati [ pp.2280-83)] a principio ebbe forse un senso frequentativo, che poi perdè, restandogli quello del positivo. E così gli altri, ciascuno de' quali (nomi o verbi) in origine dovettero in qualunque modo differire nel senso dai positivi. Del resto i verbi in ulare ec. propriamente sono diminutivi e perciò spettano al mio discorso. Hanno però talora un senso simile al frequentativo (come tanti verbi italiani altrove da me notati [ pp.1115-17] [ pp.1240-42] [ p.3764)], ma non perciò si possono men giustamente porre fra' diminutivi, giacchè solo dalla diminuzione ricevono quel tal potere di significar la frequenza ec. il qual significato è come una specie de' significati diminutivi ec. (26. Nov. 1823.).

3909,1   26. Nov. 1823.

[3909,1]  3909 Alla p. 3753. E forse del resto, puellus è contrazione di puerulus, che pur si dice; e allo stesso modo nigellus di un nigerulus, e fratello è per fraterulus, e tutti i simili similmente. (26. Nov. 1823.) {Culter cultri - cultellus.}

3937,2   29. Nov. 1823.

[3937,2]  Ho posto altrove [ pp.3182-83] tremolare, trembler, temblar ec. fra' diminutivi positivati (o fossero frequentativi, o cose simili, in origine). Se però questi verbi son fatti da tremulus, e' non sono diminutivi, perchè tremulus è da tremere come speculum da specere, e nè l'uno nè l'altro è diminutivo, e tremulare non sarebbe più diminutivo che speculare, jaculari e simili, del che vedi la pag. 3875. (29. Nov. 1823.)

3941,2   6. Dec. 1823.

[3941,2]  Diminutivi positivati. Pretto (puretto) per puro. (6. Dec. 1823.)

3955,2   8. Dec. 1823. Festa della Concezione Immacolata di Maria Vergine Santissima.

[3955,2]  Da chaudron {#(1) (caldaio),} diminutivo di chaudière {+(calderone),} chaudronnier in senso positivo cioè calderaio. Infiniti sono e in latino e massime nel latino basso e nelle lingue figlie i derivati {+e di questo e d'altri molti generi, e sorte di significati ec. V. p. 4006. } ec. che avendo un senso positivo, e corrispondente a quello del positivo da cui hanno origine, sono però fatti da un diminutivo (usitato o no, {#(2) ed anche semplicemente supposto}) di esso positivo, sia ch'esso diminutivo abbia un uso positivato, o no, ec. e che tali voci derivino dal latino, o no, ec. { Vedi la pag. 3963. lin. 18 p. 3980. lin 3.4.} Forse la ragione di tali derivativi che in senso positivo sono formati da' diminutivi, si è che essi e fors'anche i diminutivi da cui derivano, hanno un senso frequentativo o cosa simile. {Purulentus, purulentia ec.; esculentus, virulentus, vinolentus {# (1) v. la pag. 3968-9. 3992 } temulentus ec. nidulor, {#(2) se non è freq. o frequen-dimin.} } Infatti la diminuzione in senso di frequentazione assolutamente e unicamente, ovvero in compagnia di questo senso, è comunissima nel latino nell'italiano ec. come altrove in più luoghi. E molti assoluti frequentativi (verbi o nomi ec.) non sono che per la forma diminutiva che hanno, e questa si è la sola che in essi indica la frequenza ec. sia che i positivi {+di senso o di forma o d'ambedue ec.} si trovino ed usino, o no, neanche vi possano essere, come spesso accade in italiano, ec. p. e. balbettare non ha nè potrebbe 3956 avere balbare, al quale però equivarrebbe ec. (8. Dec. Festa dell'immacolata Concezione di Maria. 1823.)

3963,1   9. Dec. 1823.

[3963,1]  Situla-sitella, tabula-tabella. Vedi la pag. 3844. (9. Dec. 1823.) Il Forc. dice che sportella è diminutivo di sportula, benchè pur si trova sporta, di cui sportula è diminutivo. Forse si troverà che tutti i diminutivi in ellus ella ellum sono fatti da nomi (o verbi ec.) in ulus, noti o ignoti, diminutivi o no, positivati o assoluti ec. In tal caso sportella sarebbe un sopraddiminutivo di sporta, giusta l'uso sì frequente in italiano de' doppi e tripli diminutivi, e come ho detto altrove di anellus da anulus [ p.3844], se non che anulus è in significato diverso o per natura o per estensione dal suo positivo ec. Catena-catella. Catus-catulus-catellus-catellulus (v. il Forc. in tutte queste voci). Vitulus-vitellus. (v. il Forc. in Catellus). Vitellus è positivato, almeno nelle nostre lingue, ec. { Capsula, parva capse; capsella, parva capsula. Forc. Pare che, se non altro, il Forc. creda che il diminut. in ellus ec. dinoti maggior diminuz. che quello in ulus ec., quando anche ei non lo creda sempre o non mai un sopraddiminutivo. Oculus- ocellus (oculus, come dico altrove, non è diminut. come altrove io aveva detto, o è positivato ec. sicchè ocellus non è sopraddiminutivo ec.).} Catinus-catillus, catinum-catillum, catillo as, catillo onis, ec. Patina o patena-patella (positivato; v. il Forc.). Pare che da patina sarebbe piuttosto patilla che patella. Patellarius ec. vedi la pag. 3955. Se fosse vero che i diminutivi in ellus non fossero che da' vocaboli in ulus (e i verbi in ellare diminutivo, da quelli in ulare, e così gli avverbi ec.), catillus e gli altri simili, o sarebbero contrazioni di catinulus (e allora non deriverebbero, ma sarebbero tutt'uno col nome in ulus) o vero di catinellus fatto da un catinulus (che pur si trova). (9. Dec. 1823.). Cistela sarebbe diminutivo di cistula e non di cista ec. (9. Dec. Vigilia della Venuta della Santa Casa. 1823.). { V. p. 3968.}

3967,2   10. Dec. 1823.

[3967,2]  Diminutivi positivati. Taureau. Molti de' diminutivi ch'io chiamo positivati potranno ben trovarsi usati alle volte, più o men sovente, o da' più antichi o da' più moderni ec. ed usarsi ancora, in senso veramente diminutivo, o pur frequentativo ec. ec. E sia anche il più delle volte. A me basta che talora abbiano o abbiano avuto ec. senso positivo, conforme al positivo ec. (10. Dec.1823.)

  3968,1.2.3

[3968,1]  3968 Alla p. 3963 fine. Se i diminutivi in ellus ec. fossero fatti sempre da voci in ulus, lo stesso si dovrebbe dire di quelli in illus, illare ec. Quindi p. e. conscribillo sarebbe da un conscribulo. - Al detto di patella, aggiungi l'ital. padella, positivato (restando patena pel vaso sacro ec.), benchè forse quello che oggi si chiama padella non sia precisamente conforme a quello o quei vasi che si chiamavano in lat. patinae o patenae o patellae, e quindi il significato di tal diminutivo positivato padella non sia forse precisamente il medesimo del suo positivo latino, cosa inevitabile quasi in quelle voci che appartengono a oggetti di usi ec. sempre variabilissimi più d'ogni altra cosa. Ma in tal caso la significazion del diminutivo padella non sarebbe neppur la medesima del diminutivo patella, ch'è pur certamente positivato, e con cui padella è materialmente una stessa voce. Insomma padella è certamente un diminutivo positivato. V. i francesi e gli spagnuoli e il Gloss. ec. (10. Dec. dì della Venuta. 1823.). { V. p. 3971.}

[3968,2]  Al detto altrove [ p.2864] [ p.3811] del diminutivo o vezzeggiativo ec. positivato figliuolo, aggiungi i suoi derivativi ec. pur positivati, come figliolanza. (10. Dec. Festa della Venuta. 1823.)

[3968,3]  Ho detto, non mi ricordo il dove [ pp.2280-81], di un diminutivo, mi pare, italiano che la sua inflessione in ol (sia verbo o sia nome ec. che non mi sovviene) dimostrava lui essere originariamente latino. Ma si osservi che la diminuzione in olo, olare ec. è non men propria dell'italiano moderno di quel che sia del latino quella in ulus, ulare, olus (come in filiolus) ec. Ben è vero ch'essa deriva onninamente da 3969 questa latina, anzi è la medesima con lei. Del resto l'aggiunta dell'u in questa nostra inflessione (come in figliuolo ec.). 1. è una gentilezza della scrittura e ortografia, un toscanesimo, non è proprio della favella, seppur non lo è della toscana, e in tal caso, che non credo neanche in Toscana sia troppo frequente e' sarebbe un accidente della pronunzia. 2. non si trova nelle più antiche scritture, nè in moltissime delle meno antiche, benchè esatte, anzi fuorchè nelle moderne, {forse} nel più delle scritture ella manca, {+e credo ancora che manchi regolarmente anche oggidì, almeno secondo l'ortografia della Crusca, in molte parole dove l'olo è pur lungo}. 3. ella svanisce regolarmente (per la regola de' dittonghi mobili) sempre che l'accento non è sull'o: quindi da figliuolo figliolanza ec. 4. essa è veramente una proprietà italiana onde anche da sono, bonus e tali altri o semplici, facciamo uo, come suono, buono ec. siccome gli spagnuoli ue, che pur si risolve, o ritorna, in o sempre che l'accento non è sull'e, come da volvo buelvo e poi bolver ec. { v. p. 4008.} {+E anche quando la desinenza ec. in olus o ulus ec. non è diminutiva, noi ne facciamo sovente uolo ec. come da phaseolus, fagiuolo ec.} 5. Essa manca sempre in moltissime parole {italiane,} come in tanti verbi diminutivi o frequentativi ec. in olare de' quali ho detto altrove [ pp.2280-81] [ pp.1116-17] [ p.1241], che sarebbe sproposito scrivere in uolare. Insomma essa giunta non è propria di questa tale italiana inflessione diminutiva derivante dal latino, ma è un accidente di pronunzia o di ortografia italiana o toscana, che ha luogo anche in infiniti altri casi alienissimi da questa inflessione, e che in questa medesima non ha sempre luogo ec. (10. Dec. dì della Venuta della S. Casa di Loreto. 1823.). { V. p. 3984. 3992. 3993.}

  3975,1.2

[3975,1]  Diminutivi positivati. Corbeau, corbin da corvus. (11. Dec. 1823.)

[3975,2]  Diminutivi positivati greci. ϑηρίον, βιβλίον, {+σιτίον} co' loro derivati. Altri che forse pur sono, almen talvolta, positivati, vedili nella Gramm. del Weller, Lips. 1756. p. 82., co' lor derivati o composti ec. (12. Dec. 1823.)

3978,3   13. Dec. 1823.

[3978,3]  Diminutivi positivati. Grappo-grappolo. {Franc. grappe.} (13. Dec. 1823.)

3980,1   14. Dec. 1823.

[3980,1]  Genou sembra esser da genu, come altrove [ pp.3617-18]. Ma agenouiller è da un genouille diminutivo. {#Diminutivo non in franc. Ma fatto da una forma non diminut. lat.a. Vedi però la p. 3991. capoverso 1. e 3985. princip.} Vedi la pag. 3955. Trovo nel D. Quijote finojo per ginocchio, voce che mi par quivi affettatamente antiquata, come molte altre, per contraffare il linguaggio degli antichi libri di Cavalleria, ed è posta in bocca di Sancho. In ogni modo mostra che anche l'antico spagnuolo (se già non prese questa voce dall'italiano) usava il diminutivo di genu nel senso positivo e in vece del positivo latino. Sta la detta voce nella Parte I. del D. Quijote, lib.4. cap. 31. p. 343. ediz. d'Amberes 1697. t.1. (14. Dec. 1823.). { V. p. 3983.}

3987,3   16. Dec. 1823.

[3987,3]  Sella che ho contato altrove [ p.3687] fra' diminutivi positivati, non lo è propriamente, se vien da sedes, perchè ha un senso molto più speciale di questo, benchè anch'esso molto esteso e vario. (16. Dec. 1823.)

3989,3   17. Dec. 1823.

[3989,3]  Diminutivi positivati. Ungula (onde unghia, ongle, e non da unguis): vedi però il Forcell. in Unguis. Quanto a unghia è certo ch'egli è positivato. Di ongle ancora è certo ch'equivale al positivo lat. unguis; non credo però ad ungula che si dice in franc. corne. (17. Dec. 1823.) {V. ancora i derivati ec. di ungula, unghia, ongle.}

3990,3   17. Dec. 1823.

[3990,3]  Teschio non è certamente altro che un testulum o testulus da testa per capo, mutato al solito l'ul in i, e il t in ch per proprietà della nostra lingua, massime antica e toscana che dice p. e. schiantare e stiantare, schiacciare e stiacciare, e mastio per maschio (mutando p. lo contrar. il ch in t) ec. ec. Come da vetulus, vecchio, del che altrove {Puoi ved. la p. 3992. capoverso 3. e la p. 3753. marg.}, così da testulum teschio; e se vecchio è da un veculus o contrazione di vetusculus ec. (e così viejo, vieil) nello stesso modo da testa potrà essersi fatto tesculum (come da vetus veculus) o teschio esser contrazione di testiculum ec. Testula si trova da testa femmin. Or avvi anche testum e 3991 testu neutro. V. Forc. E pel latino testa noi diciamo testo masch. V. il Gloss. i franc. spagn. ec. La parola teschio par che mostri che la voce testa nel volg. lat. si usava particolarmente per denotare il cranio ec. e ciò rende tanto più verisimile la metafora da testa (coccia) a testa (capo) e l'analogia ec. Siccome viceversa le cose da me dette [ p.32] [ p.3516] intorno a testa ec. confermano le presenti. Da teschio ben si può argomentare a testa e viceversa, essendosi già dimostrato con tanti esempi l'uso de' diminutivi in vece e nel senso appunto de' positivi in latino e nelle lingue moderne. Teschio o testulum dovette forse essere in principio un mero diminutivo positivato cioè significare il medesimo che testa preso o per capo o per cranio particolarmente ec. Del resto circa questa voce v. il Gloss. i francesi e spagnuoli ec. (17. Dec. 1823.)

3992,4   19. Dec. 1823.

[3992,4]  Diminutivi positivati. Mulet da mulus. Nel femminino mule. (19. Dec. 1823.)

  3993,2.3.4.5

[3993,2]  Al detto altrove [ p.3694] sopra i diminutivi positivati di acus, aggiungi aiguillon che grammaticalmente è un sopraddiminutivo, e corrisponde ad aculeus diminutivo semplice. L'uno e l'altro però differiscono dal positivo nel significato. Del resto aiguille originariamente e materialmente è lo stesso che aculeus. (19. Dec. 1823.)

[3993,3]  Diminutivi positivati. Poisson da piscis per poisse. (20. Dec. 1823.)

[3993,4]  Alla p. 3636. Notate che v'hanno in francese molti diminutivi di questa sorta, positivati ec. non solo in eau, o in el elle, o in et ette {#(noisette ec. ec.)} ma in on {# V. il pens. precedente e p. 3996. capoverso 1. 2. e [ ult.p.3996,6 ] ec. questa desin. in on è comune cioè tanto masc. che fem. o l'uno e l'altro insieme ec. {#Se il nome in on, essendo aggettivo ha il femm. in one o onne, non è diminut. anzi dubito che un aggett. in on sia mai de' diminut. - Compagnon (fem. compagne) sostantivo,} } ot { ote,} otte ec. P. e. oignon dev'essere originariamente un diminutivo. (20 Dec. 1823.). V. la fine del pens. seg. {+in in ine (médecin), V. la pag. 3995. capoverso 1. princip. e quivi il marg. ec. ec. ec.}

[3993,5]  Alla p. 3969. fine. La diminuzione però in olo breve, nei nomi, non par propria dell'italiano. Pur se ne trovano assai esempi di voci che non possono esser latine, o non v'è ragione per credere che lo siano. Zufolo, cicciolo, sdrucciolo, gomitolo, ec. ec. Ne' verbi poi essa diminuzione è assolutamente italiana. (Dico diminuzione, che ora è in senso diminutivo ora frequentativo ec.). Sventolare che fa io svéntolo, tu svéntoli ec. Anzi tutti i nostri diminutivi o frequentativi ec. in olare, mi par che sieno in ol breve. Del resto mi pare che anche in francese la desinenza in ol 3994 ole, oler ec. sia non di rado diminutiva o frequentativa o disprezzativa ec. Prestolet (pretazzuolo) da prestre. Babiole ec. (20. Dec. 1823.). V. qui sotto.

  3995,1.2

[3995,1]  Diminutivi positivati. Comignolo quasi culminulus. V. il Gloss. ec. Colmigno o è corruzione di culmine (che pure abbiamo, ma è voce della scrittura), o di culminulus, o apocope di colmignolo, che fu poi corrotto in comignolo ec. (20. Dec. 1823.). Capitulum, capitulo, capitolo, chapitre, per articolo di scrittura ec., s'anche da principio non fu così, oggi valgono lo stesso che caput, capo nel medesimo senso, nel quale in francese e in ispagnuolo non sussiste più il positivo (veggansi però i Dizionarii). (20. Dec. 1823.)

[3995,2]  Diminutivi positivati. Médecin francese. {#Dubito però che in franc. la desinenza in in ine ec. nè abbia ora, nè abbia mai avuto la forza diminutiva in nessun modo. V. la pag. 3993. capoverso 4. marg.} Fiaccola quasi facula da fax. V. il Gloss. in facula ec. e la Crus. in facella. Faccellina vuol dir quasi lo stesso che fascina. Falcola e falcolotto (che il Monti nella Proposta condanna come voci inaudite, ma che sono frequentissime nella Marca, come debbono essere in Toscana, perchè la Crus. le porta senza esempio, ed hanno anche un senso proprio che non si può totalmente confondere con quello di candela) sono corruzioni di facula, ma non hanno precisamente il senso del positivo, ma più ristretto, ed anche indicano cosa piccola a rispetto delle faci di legno, come di pino ec. (v. Forc. in fax) giacchè falcola è solo di cera. (21. Dec. 1823.)

  3996,1.2

[3996,1]  3996 Diminutivi positivati. Menton, mentonnière da mentum. Puoi ved. p. 3993. capoverso 4. (21. Dec. 1823.)

[3996,2]  Al detto altrove di vermiglio ec. [ pp.3622-24] [ pp.3632-33] aggiungi il franc. vermillon in quanto significa rosso (propriamente e originariamente rossetto). V. ancora vermiller che forse è da vermis, vermiculus. (21. Dec. 1823.)

  3996,5.6

[3996,5]  Circa appariculus, apparecchio ec. di cui altrove [ p.3515], si osservi che non v'è alcuna necessità di crederlo diminutivo originariamente, malgrado la sua desinenza in ulus, come pure altrove ec. [ p.3844] [ p.3875] (22. Dec. 1823.)

[3996,6]  Diminutivi positivati. Chardon da carduus o da cardus. Noi cardo. Cardone nella Crus. è dell'Alamanni, forse suo francesismo al suo solito, ovvero è un accrescitivo indicante la salvaticità della pianta, positivato ec. come altri molti. {+Ma in francese al contrario è diminutivo.} V. lo spagnuolo. È da 3997 notare in proposito de' diminutivi positivati, che anche il contrario de' diminutivi cioè gli accrescitivi si positivano sovente nell'uso latino italiano spagnuolo francese greco ec. Così anche i dispregiativi e altri tali generi e modificazioni di nomi, verbi ec. peggiorativi ec. ec. (22. Dec. 1823.)

3997,2   22. Dec. 1823.

[3997,2]  Diminutivi greci positivati. Χρυσίον, ἀργύριον, che alle volte hanno un senso più circoscritto e particolare ec. che i positivi, alle volte lo stesso. V. Scapula. (22. Dec. 1823.)

  3998,1.2

[3998,1]  3998 Alla p. 3636. - o che derivando dal latino, non hanno lo stesso significato, uso ec. che in latino ma diverso affatto come p. e. cintola diminutivo positivato da cinta, nome. V'è però in lat. cinctus us, e cinctum i, onde pur noi cinto e il diminutivo (alla latina) positivato cintolo, con cintolino ec. Forse però cinta per cinto non è che una corruzione di questo ec. E vedi il Gloss. in cincta ec. se ha nulla, {+cioè se fosse latino barbara essa medesima voce}. (24. Dec. Vigilia di Natale. 1823.)

[3998,2]  Diminutivi greci positivati. Μόριον. V. il Lessico con tutti i suoi composti, derivati ec. (e così i composti, derivati ec. degli altri diminutivi greci positivati, altrove notati da me [ p.3618] [ p.3975)]. Μορίς ίδος, μερίς μερὶδος. ᾽Αγγεῖον. Se questo è veramente diminutivo come dice la Gramm. di Padova, non solo è positivato, ma se ne fa un sopraddiminutivo, cioè ἀγγείδιον, e notisi anche in greco l'uso de' sopraddiminutivi ec. benchè qui una sola delle due diminuzioni avrebbe vigore ec. Si può credere che moltissime voci greche in ιον, in ίς ίδος, o in alcuna delle tante forme diminutive usitate in questa lingua (v. il Weller), sieno diminutivi positivati, benchè non si abbiano i positivi, o questi non si usino ora che in senso ben diverso, e per tali e simili {+e qualunque} cagioni quei nomi non sieno considerati dai Gramm. per originariamente diminutivi (p. e. ἰσχίον, {#κοράλλιον o κουράλιον, βαλάντιον, σίλϕιον; il derivato σιλϕῶδες mostra un posit. di σίλϕιον, perchè da questo sarebbe σιλϕιῶδες) v. p. 4018. ec.}). Così accade nel latino nelle lingue moderne ec. E quel che dico de' nomi si può stendere all'altre voci ec. (24. Dec. Vigilia del S. Natale. 1823.)

4000,2   24. Dec. 1823.

[4000,2]  Diminutivi positivati. Gomitolo, aggomitolare ec. da glomus o glomer. V. la Crus. e il Forcell. col Gloss. ec. e osserva se glomus ec. vale lo stesso. (24. Dec. 1823.)

  4002,2.3

[4002,2]  Diminutivi greci positivati. Προβάτιον. V. lo Scap. Il luogo d'Ippocr. quivi cit. è nel principio del lib. de morbo sacro: οὐ γὰρ ἐστιν αὐτοῖς ἄλλο προβάτιον οὐδὲν ἢ αἶγες καὶ βόες. ῾Ιμάτιον da εἷμα ατος o da un ἷμα ατος (come da ἀπόσπασμα {ατος,} ἀποσπασμάτιον diminutivo e simili), diminutivo positivato, eccetto che εἷμα. (poetico, cioè a dire antico) è forse un po' più generico. Così forse dicasi di ϕόρτος e ϕορτίον. V. lo Scapula. (25. Dec. dì del Santo Natale 1823.)

[4002,3]  Dico altrove [ p.3515] del nostro cangiar talora il cul latino in gli, coll'es. di periglio ec. Aggiungi spiraglio da spiraculum che anche si dice spiracolo, come pure pericolo. (25. Dec. dì del S. Natale. 1823.)

  4004,1.2.5

[4004,1]  4004 Diminutivi greci positivati. Xωρίον V. Scap. (25. Dec. 1823.)

[4004,2]  Alla p. preced. - In icare, come verzicare o verdicare {(inverzicare attivo a quel che pare)} per verdeggiare ed altri molti (qua spetta dimenticare). Questa forma di frequentativi è affatto latina. V. la p. 2996. marg., ec. Ed altri molti esempi ve n'hanno, oltre i quivi citati. { Voltolare, rivoltolare, avvoltolatamente. Vagellare (Crus.), vagolare e avagolare (Alberti), da vagari.} particolarm. poi s'usa nel latino appunto in fatto di colori, come quivi altresì puoi conoscere. V. appunto nel Forc. viridicans e viridicatus. Male dice il Forc. che viridicans è per viridans, questo attivo e quello neutro ed equivalente affatto al nostro verzicante o verdicante (Crus.), oltre che se viridans fosse anche neutro, non sarebbe però, come quello, frequentativo ec. V. il Gloss. ec. (25. Dec. Festa del S. Natale. 1823.) {#Così da nivo is e da nevare (ital.) nevicare (volgarmente nevigare, e v. il Gloss.) frequentativo alla latina, delle quali voci mi pare aver detto altrove [ p.3942] }. {Morsicare; ma non ha più il senso frequentativo ec. anzi ha quello stessissimo del positivo mordere, sebben la Crusca lo definisce morsecchiare. Vedila, e in morsicatura ec. Masticare. V. Forc. e il Gloss. Vedi la p. 4008. capoverso 4. fine. Mordicare co' deriv. Rampicare arrampicare arpicare da rampare-rampante, o da rampa o da rampo. Inerpicare, inarpicare.} { Luccicare, sbarbicare - lucere, sbarbare. Vedi la pag. 4019. capoverso 1. Zoppicare, impetricato, nutrico as e nutricor di cui altrove [ p.2996].}

[4004,5]  Setola per il lat. seta, setoloso setoluto per setosus, e v. gli altri derivati di setola, e il Forc. in setula. (26. Dec. 1823. Festa di S. Stefano.)

  4005,1.3 e marg.

[4005,1]  4005 Diminutivi greci positivati. Eἰρίον, ἔριον, da εἶρος (27. Dec. 1823.)

[4005,2]  Verbi diminutivi positivati. Ringhiare cioè ringulare da ringere. V. i franc. e spagn. (27. Dec. 1823.). Avvinchiare, avvinghiare, e molti altri simili verbi italiani in ghiare e chiare, iare ec. sono assoluti diminutivi (quasi tutti e per lo più o tutti e sempre positivati), e diminutivi non in italiano ma in latino donde mostrano assolutamente esser venuti, cioè da de' rispettivi verbi in ulare, noti o ignoti. Così molti verbi spagn. in jar, franc. in iller, ec. Così anche nomi e altre voci ec. (27. Dec. 1823.). -{ Succhiare, succiare (sugo is, suggere, sucer ec.). Morchia (noi marchigiani morca) - amurca.} Possono però tali verbi ec. esser fatti anche da nomi o latini o italiani ec. noti o ignoti, come p. e. ringhiare da ringhio (nome usato), il quale quando anche fosse da un ringulus, questo non sarebbe diminutivo, o da nomi che essendo diminutivi in latino, in ulus, non lo sieno in italiano ec. (27. Dec. 1823. Festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista.). Tali sono i verbi rugghiare e mugghiare, {# 1. mugliare, {#(1) Veggasi la p. 4014. capoverso 4.} mugolare, mugiolare, muggiolare coi derivati ec. di questi e di mugghiare, rugghiare ec.} del quale però mi ricordo aver parlato altrove [ p.1241] e veggasi il detto quivi. (28. Dec. giorno degl'Innocenti. 1823.). { Veggasi la pag. 4008. capoversi 4. e ultimo. }

[4005,3]  Diminutivi positivati. Vasello. V. la Crusca, co' suoi derivati, e in Vagello co' derivati. (28. Dec. 1823.)

  4006,5.6

[4006,5]  Diminutivi greci positivati. τιτϑός ec. τιτϑίον, (come in lat. mamma e mammilla nello stesso senso, del che altrove [ p.3843] [ p.4004)], τιτϑή ec. e τιτϑίς ίδος, quasi nutricula ec. (30. Dec. 1823.). { Vedi la pag. seg. capoverso 1.}

[4006,6]  Diminutivi positivati. Sencillo da sincerus. Così pretto da purus del che altrove [ p.3941], nel medesimo senso, e ambo diminutivi aggettivi il che è raro ec. {# Tenellus, tenellulus, lascivulus, blandulus, misellus ec. ec. miserello ec. ec. ma è raro {+che gli aggettivi diminutivi sieno} positivati ec. ec.}. 4007 Seggiola, seggiolo (v. i derivati sopraddiminutivi, e anche accrescitivi, come seggiolone, fatti dal diminutivo, il che è notabile, nè potrebbe ragionevolmente aver luogo se il diminivo non fosse positivato, o non avesse un senso disgiunto da diminuzione ec. e in tali casi è frequente) per sedia, seggia, seggio, sebbene hanno forse un senso più circoscritto ec. e vedi il detto altrove [ p.3687] del lat. sella, e la Crusca ec. (1. Gen. 1824.)

  4007,1.2.3.6

[4007,1]  Alla p. 4004. Dicesi anche tettola, che la Crus. chiama espressamente diminutivo di tetta, come in lat. mamma e mammilla nel senso stesso, e come appunto in greco τίτϑη ec. e τιτθίον, collo stesso significato. Vedi la pag. anteced. fine. e p. 4001. (2. Gen. 1824.)

[4007,2]  Diminutivi positivati. Porcello ec. V. Crus. {#e nota che questa positivazione è massimamente propria de' nostri antichi e trecentisti più che del moderno linguaggio}. Forc. ec. (2. Gen. 1824.). {V. Forc. in Puera, esemp. 1.}

[4007,3]  Sopraddiminutivi latini. Agellulus. Asellulus ec. (2. Gen. 1824.). { Tenellulus. Vedi la p. 3987.}

[4007,6]  Diminutivi greci positivati. ϕρούριον. V. Scap. (4. Gen. Domenica. 1824.)

4008,2   5. Gen. 1824.Vigilia della Santa Epifania.

[4008,2]  Diminutivi greci positivati: ἀκόντιον che ha cacciato l'uso del posit. V. Scap. πεδίον. V. Scap. (5. Gen. Vigilia della S. Epifania. 1824.)

4008,6   6. Gen. 1824. di' della S. Epifania.

[4008,6]  Quel che altrove si è detto in più luoghi [ pp.980-81] [ pp.2281-84] [ p.2984] [ pp.3514-15] [ p.3886] [ p.3996], cangiarsi nell'italiano regolarmente il cul de' latini in chi, dicasi pur del gul in ghi ec. V. la pag. 4005. capoverso 2. (6. Gen. 1824. dì della S. Epifania.). { V. p. 4109.}

4009,1   7. Gen. 1824.

[4009,1]  4009 Diminutivi positivati. Fragola da fraga. V. Crus. Forc. Gloss. e franc. spagn. ec. Ugola e uvola per uva. (7. Gen. 1824.)

4009,3   7. Gen. 1824.

[4009,3]  Diminutivi greci positivati. οἰκίον per οἶκος ed οἰκία. Notisi ch'egli è antichissimo, perchè proprio di Omero. O forse degl'ioni, massime antichi. Arriano imitatore di questi l'usa nell'Indica 29.16, 30.9. Lo Scap. non cita che Omero. È positivato anche presso Arriano. (7. Gen. 1824.). Lo stesso discorso o dell'antichità o del dialetto ionico, massime antico, si può fare intorno al diminutivo positivato προβάτιον, ch'è d'Ippocrate, o di chi altro è l'autore del libro ec., e di cui altrove [ p.4002]. La quale osservazione unita con questa della voce οἰκίον, e coll'altre che si potranno fare, può dar luogo a buone conghietture circa l'uso de' diminutivi positivati nell'antico greco o ionico ec. (7. Gen. 1824.). πλημμυρίς ίδος. ϕυκίον. (7. Gen. 1824.)

4010,4   10. Gen. 1824.

[4010,4]  Diminutivi greci positivati. κρανίον, in senso di capo per κράνον o κάρηνον, (da cui è fatto κράνον per metatesi) o ec. V. Scap. - τεύτλιον e τευτλίς per τεῦτλον. Appo Ateneo trovo anche σεύτλιον nello stesso senso per σεῦτλον. V. Scap. E appunto noi abbiamo bietola (onde bietolone) da beta, diminutivo positivato, in cui luogo poeticamente si dice anche bieta, come osserva la Crusca ec. V. il Gloss. ec. in betula, se v'è, ec. (10. Gen. 1824.)

4011,1   11. Gen. 1824. Domenica.

[4011,1]  Diminutivi positivati. {+ Scintilla e suoi deriv. ec.} V. l'etimolog. di scintilla nel Forcell. e nelle note al Timone di Luciano principio, opp. ed. Amstel. 1687. t. 1. p. 55. not. 7. (11. Gen. Domenica. 1824.)

4012,3   12. Gen. 1824.

[4012,3]  Diminutivi greci positivati. ὀχεῖον da ὄχος εος, come ἀγγεῖον da ἄγγος εος. (12. Gen. 1824.)

4013,6   14. Gen. 1824.

[4013,6]  Diminut. greci positivati. ῞Oριον, οὕρια, μεϑόριον, μεσούριον da ὅρος. (14. Gen. 1824.).

4014,4   15. Gen. 1824.

[4014,4]  A quel che ho detto altrove [ p.3515] [ p.3557], che talora il cul latino si cangia in gli italiano (come periculum-periglio ec.) in il francese ec. j spagnuolo ec., dicasi ancora del gul. Vedi, se vuoi la pag. 4005. capoverso 2., nel marg. al numero 1. (15. Gen. 1824.)

4016,4   16. Gen. 1824.

[4016,4]  Bisavolo ec. aggiungasi al detto altrove [ p.3040] di avolo, ayeul, abuelo ec. e v. ancora i francesi e gli spagnuoli. Trisavolo, terzavolo e terzavo, quintavolo ec. (16. Gen. 1824.)

4017,5   18. Gen. 1824. Domenica.

[4017,5]  Sopraddiminutivi greci. πόλις - πολίχνη - πολίχνιον. (18. Gen. Domenica. 1824.)

4019,1   19. Gen. 1824.

[4019,1]  Diminutivi positivati. Bouillon da bulla, bolla. (19. Gen. 1824.). Bouillonnement, bouillonner. Bulicare è corruzione di bollicare, dal quale abbiamo infatti bollicamento, e così bulicame è per bollicame che non si trova, sia che queste voci vengano a dirittura da bolla come le suddette francesi, sia da bollire (che vien da bolla), come par voglia la Crusca, che spiega bollicamento per leggier bollimento (sarebbe dunque diminutivo), e bulicare per bollire, di cui sarebbe frequentativo o diminutivo o frequentativo-diminutivo. Bulicame però non ha che far con bollire, bensì con bolla. Eccetto pigliando bollire, per far bolle senza fervore: v. Bollire §. 4. e il Forcell. Pare però che bulicame si dica propriamente delle acque bollenti benchè senza fuoco. ec. (19. Gen. 1824.). Vedi la pag. 4004. capoverso 2. Moisson diminutivo positivato di messis. (19. Gen. 1824.)

4019,3   20. Gen. 1824.

[4019,3]  Diminutivi positivati. Gragnuola. V. Crus. franc. spagn. Gloss. Forc. ec. (20. Gen. 1824.).

4020,4   21. Gen. 1824.

[4020,4]  Diminutivi positivati greci. μηρίον per μηρός. Nóta ch'è proprio di Omero e di Esiodo (antichissimo cioè, o ionico, come altrove [ p.961] [ pp.3012-14] [ pp.3041.sgg.)] da' quali, al suo solito, lo piglia Luciano nel Prometheus sive Caucasus, opp. 1687. Amstelodami, t. 1. p. 183. {e de Sacrificiis p. 363}. (21. Gen. 1824.)

4020,5   21. Gen. 1824.

[4020,5]  Diminutivi positivati. V. Forcell. in Spatha, spatula, spathalium, lo Scap. in σπάϑη, σπαϑίον, σπαϑίς ec. la Crus. in spatola, spazzola ec. il Gloss. i franc. gli spagn. (21. Gen. 1824.)

4021,2   21. Gen. 1824.

[4021,2]  Figliuolo per figlio, diminutivo o vezzeggiativo positivato, di cui altrove [ p.2864] [ p.3811] [ pp.3968-69]. Credo anche in greco si dica talora τεκνίον senza intenzione nè di diminuire nè di vezzeggiare. (21. Gen. 1824.)

4021,4   22. Gen. 1824.

[4021,4]  Rinnovellare, innovellare, renouveler, renovello, lat. (v. gli spagn.) ec. diminutivi positivati; si aggiungano al detto altrove [ p.3751] di novellus ec. (22. Gen. 1824.)

4022,6   27. Gen. 1824.

[4022,6]  Sopraddiminut. franc. Feuilleton (fogliettino). (27. Gen. 1824.)

4024,1   29. Gen. 1824.

[4024,1]  Frequentativo o diminut. positivato ec. Modulor da modus, se già questo e gli altri simili, come nidulor di cui altrove [ p.3756] [ p.3955], non sono di formazione in ul non diminutiva, come iaculus, speculum ec. da cui iaculor, speculor ec. ma modulor sarebbe a dirittura da modus, del che non so altro esempio, se modulor è non diminutivo, e così nidulor ec., e se sono da un modulus, nidulus ec. (v. Forcell.) in tal caso sono diminutivi positivati, o frequentativi piuttosto. (29. Gen. 1824.)

4026,3   7. Feb. 1824.

[4026,3]  Diminutivi positivati. Gergo-jargon. V. gli spagn. ec. (7. Feb. 1824.)

4029,5   11. Feb. 1824.

[4029,5]  Diminutivi greci positivati. Vedi σωμάτιον per σῶμα senza niuna causa di diminuzione, in Apollon. Dysc. Mirabil. c.3. ed appresso altri, e v. lo Scapula. (11. Feb. 1824.)

4030,2   13. Feb. 1824.

[4030,2]  Diminutivi positivati. Clientolo. Maillet-mail, maglio, malleus. Che la et in francese ne' verbi e ne' nomi sia per se diminutivo o frequentativo ec. come la ett in italiano vedesi per lo pensiero precedente e per mille altri esempi ec. (13. Feb. 1824.)

  4030,8.9

[4030,8]  Cangiamento del cul lat. in chi ital. Bernoccolo (voce affatto italiana, v. però il Gloss. e i vari dizionari) co' suoi derivati -bernocchio che vale lo stesso. (15. Feb. Domenica di Settuagesima. 1824.)

[4030,9]  Diminutivi greci positivati. Συγγραμματιον [Συγγραμμάτιον]. V. Luciano in principio dell'Erodoto, dove pare che sia positivato, e lo Scapula ec. se v'ha nulla a proposito. (15. Feb. Domenica di Settuagesima. 1824.)

4034,3   20. Feb. 1824.

[4034,3]  Diminutivi positivati. Compagnon. (20. Feb. 1824.)

4034,5   20. Feb. 1824.

[4034,5]  Diminutivi positivati. Avorton, menton mentonnière ec. (20. Feb. 1824.). Flacon-fiasco.

4035,1   21. Feb. 1824.

[4035,1]  Diminutivi positivati. Vallon, coteau, costola ec. (21. Feb. 1824.). Rayon, pavot.

4036,7   28. Feb. 1824.

[4036,7]  Diminutivi positivati. Struzzo-struzzolo. (28. Feb. 1824.)

4040,2   3. Marzo. 1824.

[4040,2]  Diminutivi positivati. Lucerta-lucertola, lucertolone. (3. Marzo. 1824.). { Lacerta-lacertola.}

  4040,4.5

[4040,4]  Diminutivi positivati. Fou-follet. V. i Diz. franc. in questa voce, e nóta che questo è un aggettivo. Noi pure folletto benchè per lo più sostantivato per la soppressione del nome spirito. E questa nostra voce (come fors'anche folle) par che venga dal francese o dal provenzale. Del resto v. la Crus. in folletto esem.2. e §. 2. e gli spagnuoli. (3. Marzo. dì delle S. Ceneri. 1824.)

[4040,5]  Spiare-spieggiare. (3. Marzo, dì delle S. Ceneri. 1824.). Scoppiare, scoppiata sustantivo - scoppiettare, scoppiettata, scoppiettio. (4. Marzo. 1824.). Incrociare-incrocicchiare, croce-crocicchio ec.

  4041,2.3

[4041,2]  L'ulus de' lat. si cambia ordinariamente dagl'italiani in io (così l'ulum, e in ia l'ula), raddoppiando la consonante che lo precede, se ella in latino è pura, come oculus-occhio, nebula-nebbia ec.; se impura non si raddoppia, come masculus-maschio ec. (5. Marzo 1824.)

[4041,3]  Vischio, succhio sost. e molti simili, sembrano esser tutti diminutivi positivati, fatti nel modo detto nel pensiero precedente, e però venuti certo dal latino e probabilmente stati usati nel volgar latino in luogo de' loro positivi succus, viscum o viscus ec. ec. (5. Marzo 1824.). Così ho detto altrove de' nostri verbi in iare ec. [ p.4005] [ p.4008].

  4041,5.6

[4041,5]  Al detto altrove [ p.3515] di apparecchiare, aparejar ec. aggiungi sparecchiare e simili composti ec. ital. spagn. e franc. (6. Marzo. 1824.)

[4041,6]  Diminutivi greci positivati. diminutivo ἴχνος-ἴχνιον assolutamente positivato, e proprio, a quel che sembra, di Omero, {(sopra il che altrove [ p.4122] [ p.4205] } benchè si trovi anche in Senof. nel Cineg. dove bisogna però vedere se è veramente positivato, o se essendo, non è preso da Omero. (6. Marzo. 1824.)

4044,1   9. Marzo. 1824.

[4044,1]  4044 Forse diminutivo positivato: σπήλαιον (spelaeum). V. i Less. (9. Marzo. 1824.)

4046,8   15. Marzo. 1824.

[4046,8]  I nostri nomi diminutivi o disprezzativi ec. in acchio ecchio ec. e i verbi diminutivi o frequentativi o disprezzativi ec. in acchiare ecchiare ec. sono di una forma espressamente originata dal latino, cioè dalla forma diminutiva o frequentativa 4047 ec. in culus e culare. Lo stesso dico de' nomi e verbi francesi diminutivi o frequentativi o disprezzativi ec. in ail aille ailler iller {+ eiller (sommeiller)} ec. de' quali altrove [ pp.2375-76] [ pp.3514-15] [ p.3991] [ p.4005]. E credo che anche lo spagn. in illo o illar ec. venga da essa forma latina (come periglio péril ec. da periculum, del che in più luoghi [ p.3515] [ p.3557)] più tosto che da quella in illus illare ec. (15. Marzo. 1824.)

4047,2   15. Marzo. 1824.

[4047,2]  Diminutivi greci positivati. Luciano nel Dialogo di Doride e di Teti dice prima ἐς κιβωτόν e poi indifferentemente parlando della medesima arca τὸ κιβώτιον, e poi di nuovo τὴν κιβωτόν ed ἡ κιβωτός, e così anche nel Dial. di un Tritone e delle Nereidi ἐν τῇ κιβωτῷ {+parlando della stessa arca}. V. i Lessici ec. Ciò mostra che il significato di questo diminutivo e di questo positivo era conforme, o che anche in greco si usava elegantemente il diminutivo pel positivo o a piacere, o come catacresi o enallage ec., o comunque. Luciano non usa qui il diminutivo se non per variare o per grazia ed eleganza semplicemente senz'altra cagione, e senz'alcuna diversità di significato dal positivo che insieme adopera. (15. Marzo. 1824.)

4048,4   20. Marzo 1824.

[4048,4]  Diminutivi greci positivati. ῥάκος-ῥάκιον, se questo non è disprezzativo più di quello. (20. Marzo 1824.)

4049,1   20. Marzo. 1824.

[4049,1]  4049 Στλεγγίς forse da principio fu un diminut. di positivo ora ignoto. (20. Marzo. 1824.)

4050,1   21. Marzo. 1824.

[4050,1]  Diminutivi positivati. Taurus-taureau. Fante-fantaccino (forse anche disprezzativo in origine) onde fantassin, cioè fante. V. il pensiero precedente. (21. Marzo. 1824.)

4051,1   21. Marzo 1824.

[4051,1]  Molti di quelli che io chiamo diminutivi positivati, si potranno chiamare in vece disprezzativi o vezzeggiativi o frequentativi ec. positivati, sì verbi che nomi, sì sostantivi che aggettivi ec. Ma chiamarli generalmente diminutivi non è da potersi riprendere, perchè tali sono propriamente tutti, e la diminuzione è il mezzo con cui essi significano disprezzo, vezzeggiamento ec. secondo che ella è applicata ed intesa. (21. Marzo 1824.)

  4052,2.3

[4052,2]  Kύμβον, κύμβη - κυμβίον, κυμβαῖον, κυμβεῖον, diminutivi positivati in certe significazioni. V. lo Scapula. (22. Marzo. 1824.)

[4052,3]  Diminutivi positivati. Limon, limoneux-limus. (23. Marzo. 1824.). V. la p. seg. capoverso 1 .

4053,1   23. Marzo. 1824.

[4053,1]  4053 Tomba da τύμβος, del che altrove [ p.107]. Spagn. tumba, franc. tombeau, ch'è originariamente lo stesso, cioè ne è un diminutivo positivato come tanti altri. (23. Marzo. 1824.). {I francesi hanno anche tombe ant. e poet. ed ora con un significato alquanto diverso. V. i Diz. V. p. 4076.}

  4053,4.5

[4053,4]  Al detto altrove [ p.4006] di sencillo diminutivo positivato, aggiungi sencillamente, e considerinsi siffatti avverbi anche negli altri nomi ec. (24. Marzo. 1824.)

[4053,5]  Origliare, origliere da auricula. Nuova prova del cangiarsi spesso il cul de' latini in gli italiano benchè per auricula noi diciamo orecchia, non oreglia, come i francesi. {Diciamo anche, ed oggi meglio, orecchiare.} (25. Marzo. dì della SS. Annunziata 1824.). Speculum-speglio antico e poetico. (26. Marzo. 1824.)

4054,3   28. Marzo. 1824.

[4054,3]  Diminutivi positivati Rivus - ruisseau e ruscello che sono in parte e sovente positivati. Ascia lat. ascia e asce ital. hâche franc. ec. - accetta quasi ascetta, spesso positivato ec. perchè s'usa promiscuamente ascia e accetta, l'uno in cambio dell'altro, benchè forse abbiano differenza di significato proprio, che non ebbero però in origine, eccetto quanto alla diminuzione. (28. Marzo. 1824.)

4054,5   28. Marzo. 1824. Domenica quarta di Quaresima.

[4054,5]  Diminutivi greci positivati. τειχίον. Luciano in Reviviscent. t. 1. opp. 1687. p. 418. Notisi in proposito di questo e altri diminutivi positivati di Luciano, da me altrove segnati [ p.4019] [ p.4020] [ p.4047], che Luciano usa il linguaggio in gran parte familiare. Nel detto luogo si parla del muro dell'acropoli o cittadella di Atene. In due di Omero (Odiss. π. v. 165.343) τειχίον si unisce con μέγα. Parrebbe ridicolo l'interpretarlo parvus murus, come fa lo Scapula, e sembrerebbe che non si potesse trovar luogo dove fosse più evidente la positivazione di voci diminutive greche. Nondimeno (oltre che v'ha varietà di lezione, o dubbio degli eruditi sulla voce τειχίον, almeno nel primo di questi luoghi, come rilevo dall'Indice delle voci omeriche), si potrà forse dire che τειχίον è detto da Omero a differenza dei muri di città, e simili, detti 4055 τείχη, poichè egli quivi parla dei muri di un cortile, e che μέγα si riferisca alla grandezza di que' muri in quanto muri di cortile. Non per tanto il luogo di Luciano e altri di Tucidide appo lo Scap. mostrano che τειχίον si diceva anche de' muri di città fortezza ec. (moenia), e possono servire a illustrare quelli d'Omero, confermar la lezione, (massime il luogo di Luciano che è evidente), e provando che quivi τειχίον sta semplicemente per τεῖχος, benchè unito con μέγα, aggiungere una insigne prova alla mia opinione circa la positivazione di molti diminutivi greci, in particolare nel dir poetico, o piuttosto antico o ionico ec. (28. Marzo. Domenica quarta di Quaresima. 1824.)

4055,3   31. Marzo. 1824.

[4055,3]  Diminutivi positivati. Lens-lenticula (lente, lenticchia ec.). (31. Marzo. 1824.)

4061,2   5. Aprile 1824.

[4061,2]  Diminutivi positivati. Ghiotto-glouton co' derivati, e anche noi ghiottoneria ec. forse dal francese se viceversa glouton non è da ghiottone che noi pur diciamo per ghiotto {e potrebbe anche ghiottone venir dal francese.} V. gli spagnuoli ec. {Spagn. gloton, glotoneria, glotonear ec.} Nota che questo diminut. positivato (se è tale) è aggettivo. (6. Aprile. 1824.)

4061,5   7. Aprile. 1824.

[4061,5]  Al detto [ p.4019] di moisson, diminutivo positivato di messis, aggiungi i derivati ec. come moissonner, e così ad altri simili diminutivi positivati. (7. Aprile. 1824.)

4068,6   14. Aprile. Mercoledi' Santo. 1824.

[4068,6]  Diminutivi positivati. Laurel-laurus. Laurel non è diminutivo in spagnuolo per la forma, ma lo è in lat. V. il Forc. se ha Laurellus. Abortus-avorton franc. (14. Aprile. Mercordì Santo. 1824.)

4072,1   19. Aprile 1824.

[4072,1]  Diminutivi positivati. Piscis-poisson. Notisi che de' diminutivi positivati {delle lingue moderne} altri hanno la diminuzione latina e questa o sonante diminuzione anche nelle lingue moderne o no, altre la diminuzione moderna affatto e non latina (18. Aprile. Pasqua. 1824.) e questa talora è diminuzione in quella tal lingua, talora in essa no, ma in altre moderne o in altra, sia sorella sia straniera, e sia che quella tal parola si trovi veramente in quest'altra lingua o non vi si trovi più, almeno con quella diminuzione. P. e. potrebb'essere che alcune voci francesi in in ine ec. in cui questa desinenza è additizia, perchè esse parole si trovano senza tal desinenza in latino o in italiano ec. sieno originariamente diminutivi positivati presi dall'italiano, quando 4073 bene in questo non si trovino più, almeno colla diminuzione, nè positivata nè veramente diminutiva. (19. Aprile 1824.). {Così dicasi de' verbi, ec.}

4073,3   19. Apr. 1824.

[4073,3]  Diminutivi positivati. ῥάϕανος, ῥαϕανίς ίδος [ῖδος] co' suoi composti e derivati, i quali vedi nello Scap. che dice ῥαϕανίς per ῥάϕανος essere attico. In tal caso la positivazione de' diminutivi sarebbe anche propria dell'attico in particolare. I latini dicono raphanus. Che ῥαϕανίς sia veramente positivato, v. Luciano Ver. Hist. l. 1 opp. 1687. t. 1. p. 649. ῥαϕανίδας [ῥαφανῖδας] ὑπερμεγέϑεις. E notabile che noi che abbiamo preso dal latino rafano, e più volgarmente benchè corrottamente ravano, l'abbiamo anche come gli attici diminuito e positivato, facendone ravanello, che vale in tutto lo stesso che le due voci suddette, ed è molto più comune di ambedue loro, anzi ormai il solo in uso, {+almeno nel dir familiare e parlato}. V. gli spagnuoli e i francesi. (19. Apr. 1824.)

4078,1   22-23. Aprile. 1824.

[4078,1]  Diminutivi positivati. Non solo in franc. pistolet per pistola, ma anche in ispagn. pistolete, forse dal franc. poichè in ispagn. ete non è diminuzione. (22. Aprile. 1824.). Si dice anche in ispagn. pistola. D. Quij. ed. Madrid 1765. t. 4. p. 237-238. dove poco avanti, p. 235. trovi pistolete. (23. Aprile 1824.)

4082,1   25. Apr. 1824. Domenica in Albis.

[4082,1]  4082 Diminutivi positivati. Perpétuel, perpétuellement. Continuel, continuellement. Si dice anche continuement o continûment, e continu. V. i Diz. Nota che questi sono diminutivi aggettivi. Struzzo-struzzolo. Struffo strufolo. (25. Apr. 1824. Domenica in Albis.)

4082,8 [4082,7]   28. Aprile 1824.

[4082,7]  + En tanto que. D. Quij. Madrid 1765. t. 4. p. 281.

4088,7   15. Maggio. 1824.

[4088,7]  Diminutivi positivati. Ranunculus (onde ranocchio, grénouille ec. di cui altrove [ p.2282)]. Vedine la definizione nel Forcell. (15. Maggio. 1824.)

4089,3   17. Maggio. 1824.

[4089,3]  Il diminuimento spagnuolo in ico ica dee venire dal lat. iculus, icula, iculum, come ho detto altrove [ pp.3514-15] di altre diminuzioni spagnuole italiane francesi. (17. Maggio. 1824.)

4093,2   23. Maggio. Domenica. 1824.

[4093,2]  Diminutivi positivati. Sciurus-écureuil (ant. escureuil da sciuriculus o altro simile), schiratto (Pozzi nel Bertoldo; noi volgarmente schiriatto) diminutivo o disprezzativo, scoiatto (Pulci nella Crus.), scoiattolo sopraddiminutivo, o sopraddisprezzativo. Gli spagnuoli harda, hardilla. (23. Maggio. Domenica. 1824.)

4095,1   29. Maggio. 1824.

[4095,1]  4095 Diminutivi greci positivati. κυψέλη,κυψελίον [κυψέλιον,] κυψελίς ίδος. V. Scap. e Luciano in Lexiphane p. 2. (29. Maggio. 1824.)

4095,5   1. Giugno. 1824.

[4095,5]  Diminutivi positivati. Vedi Creuzer Meletemata e Disciplina antiquitatis Lips. 1817. sqq. par. 3. p. 112. lin. 28. p. 130. lin. 23-24. dove però s'inganna quanto al supporlo necessario, perchè non sempre 4096 questi tali sono diminutivi, come ho provato altrove [ p.3875] [ p.3937] coll'esempio di iaculum, speculum ec. (1. Giugno. 1824.)

4101,3   4. Giugno. 1824.

[4101,3]  Diminutivi positivati. Radium-rayon. (4. Giugno. 1824.)

4110,5   7. Luglio. 1824.

[4110,5]  Diminutivi positivati. Sommolo. V. la Crusca. (7. Luglio. 1824.)

4111,2   11. Luglio. Domenica. 1824.

[4111,2]  Diminutivi positivati. Myrtus, - mortella (se è però la stessa pianta). V. franc. spagn. ec. ec. (11. Luglio. Domenica. 1824.)

4111,4   12. Luglio. 1824.

[4111,4]  Diminutivi greci positivati. στύπη o στύππη-στυππεῖον o στυπεῖον V. Scapula e Luciano opp. Amsterdam 1687. t. 2. p. 98.99. più volte. (12. Luglio. 1824.)

4112,3   14. Luglio. 1824.

[4112,3]  Diminutivi positivati. γόνυ-γονάτιον. (V. Lucian. opp. 1687. 2. 83.) γουνίς ίδος. Così ginocchio è diminutivo positivato di genu. (14. Luglio. 1824.)

4112,6   16. Luglio. 1824.

[4112,6]  Diminutivi positivati. Muscus-muschio.

4113,4   20. Luglio 1824.

[4113,4]  Diminutivi greci positivati. σάκχαρ-σακχάριον. (20. Luglio 1824.)

4113,6   22. Luglio. 1824.

[4113,6]  Diminutivi positivati. Capella, capretta coi derivati, metafore ec. Così oveja (ovicula) per ovis. Così ouaille ec. Così vitello per vitulus. Così agnello, agneau per agnus. Così mulet per mulus. Così asellus per asinus. Così femelle per femina di bestie. (v. Forc. in Femella). Così catellus per catulus. Così uccello, augello ec. oiseau, per avis. Così poulet per pullus. Così noi muletto, muletta. (V. la Crusca.) Così usignuolo, rosignuolo ec. rossignol franc. (v. gli spagnuoli e Forcellini in Lusciniola) per luscinia. Così cardellino, cardelletto, calderugio, caderino, calderello (v. gli spagnuoli e i francesi) per carduelis. Così poisson per piscis. Così taureau per taurus. (v. la Crus. in torello se ha niente a proposito). ec. ec. (22. Luglio. 1824.). Così chiocciola ec. Così allodola, lodola ec. (v. spagnuoli e francesi) per alauda. Così ποίμνιον, προβάτιον ec. Così hirondelle, pecchia, abeille ec. struzzolo, passereau, passerculus, στρουθίον ec. 4114 Così forse anche nei nomi di piante, {+come bietola ec., e d'altri generi di cose naturali, usuali ec.}. (22. Luglio. 1824.) { V. p. 4115. }

  4114,1.2

[4114,1]  Diminutivi greci positivati. κάλως-καλώδιον. V. Scap. (22. Luglio 1824.)

[4114,2]  Al detto altrove [ pp.3622-24] [ pp.3632-33] delle porpore ec. in proposito di vermiglio, aggiungi κάλχη che è quel donde si fa il colore, come vermis, e κάλχιον diminutivo che è quel che si tinge, come vermiglio. V. lo Scapula. (22. Luglio. 1824.)

4114,6   24. Luglio. 1824. Vigilia di S. Giacomo Apostolo, mio omonimo.

[4114,6]  Diminutivi greci positivati. Kώς o κῶας o κῶος-κωΐδιον o κῴδιον o κωδάριον. V. i Lessici, e Luciano opp. 1687. init. Galli, t.2. p. 158. fine. (24. Luglio. 1824. Vigilia di S. Giacomo Apostolo, mio omonimo.)

4114,10   27. Luglio. 1824.

[4114,10]  Diminutivi positivati. Chorea, carola, caroletta, quasi choreola. V. il Forc. e gli etimologisti, e nóta che carola è propriamente ballo tondo, com'era quello dei cori, onde χορεία, χορεύειν, e chorea ec. (27. Luglio. 1824.)

4116,6   13-14. Agosto. 1824.

[4116,6]  Πωγώνιον diminutivo positivato per πώγων. Lucian. opp. 1687. p. 263. t.2. Anzi è aggiunto all'aggettivo μακρόν. Forse però è disprezzativo, e così, o come un diminutivo positivato di ϑώραξ, intendo nella per antecedente verso il fine la parola ϑωράκιον, piuttosto che nel senso distinto che lo Scap. le attribuisce, il quale non debbe esser proprio se non degli Scrittori militari, se pur nello Scap. lorica sta per arma di uomo, e non per riparo murale ec. Vedilo. Πωγώνιον non è dello Scapula, nè del Tusano, Budeo, Schrevelio. (13. Agosto. 1824.). Σωμάτιον. V. lo Scap., Longino sect. 9. p. 24. e quivi il Toup. p. 174. ec. (14. Agos. Vigilia dell'Assunta. 1824.)

4117,3   17. Agos. 1824.

[4117,3]  Vermiglione, vermillon. Al detto di vermiglio.

4119,11   16. Sett. 1824.

[4119,11]  Diminutivi greci positivati. ᾽Oϑόνη - ὀϑόνιον. V. ib. 350. e notisi che Luciano è solito usare tali positivazioni. (16. Sett. 1824.)

4120,10   29. Sett. Festa di S. Michele Arcangelo. 1824.

[4120,10]  Turbo-tourbillon, diminutivo positivato. (29. Sett. Festa di S. Michele Arcangelo. 1824.)

  4120,18.19

[4120,18]  Storno-stornello, étourneau - (sturnus). V. gli spagnuoli. (8. Ottobre. 1824.)

4121,2   25. Ott. 1824.

[4121,2]  Tρίβων-τριβώνιον. (25. Ott. 1824.). Mηλέα-μηλίς ίδος.

4121,8   10. Nov. 1824.

[4121,8]  Diminutivi positivati. Succus, succo-succhio. (10. Nov. 1824.)

4121,12   14. Nov. 1824. Festa del Patrocinio di Maria Santissima. Domenica.

[4121,12]  Diminutivi positivati. Rastrum-rastello ec. (14. Nov. Festa del Patrocinio di Maria Santissima. 1824. Domenica.)

4122,7   30. Nov. Festa di S. Andrea. 1824.

[4122,7]  Diminutivi positivati. Nepeta lat. - nepitella ec. ital., aratrum-aratolo.

4122,16   13. Dic. 1824.

[4122,16]  Pseudo-Luciano nella fine del Philopatris. ἐδυσχέραινον γὰρ τί τοῖς τέκνοις καταλιπεῖν [καταλίποιμι] . Italianismo. (13. Dic. 1824.). { v. la p. 4163. capoverso 5. }

4122,19   
4123,2   25. Dic. di' di Natale. 1824.

[4123,2]  Diminutivi positivati. Bωμίον per βωμός in Luciano, Tragopodagr. p. 812. lin.14. se non è sbaglio di βωμίοις per βωμοῖς, come pare in fatti che voglia il metro, (25. Dic. dì di Natale. 1824.), poichè non credo che ivi βωμίοις sia aggettivo ed ἐμπύροις sostantivo.

  4123,10.11

[4123,10]  Corpusculum per corpus, come σωμάτιον per σῶμα. V. l'indice dei Papiri diplomatici del Marini. (22. Gennaio. 1825.). V. anche Longin. sect. 9. e ivi il Toup.

[4123,11]  Diminutivi positivati. Caudillo. Eὐϑὺς ἐν τῇ εἰσβολῇ τῶν νόμων. Longin. sect. 9. 38. (3. Feb. 1825.)

4124,3   13. Feb. ultima Domenica di Carnevale. 1825.

[4124,3]  Corpusculum per corpus, sebbene con qualche significanza diminutiva o dispregiativa. S. Girolamo ap. Menag. ad Laert. VI. 38. (13. Feb. ultima Domenica di Carnevale. 1825.)

  4124,7.8

[4124,7]  Σωμάτιον per σῶμα. Apollon. Dyscol. Histor. commentit. c. 3. due volte, dove anche 2 volte σῶμα indifferentemente e col senso stesso. (17. Feb. 1825.)

[4124,8]  Anche i greci dissero (almeno in tempi alquanto bassi) ὠτάριον auricula per οὖς auris. V. Apollon. Dysc. l.c. c. 28. ex Aristot. V. anche lo Scap. in ὡτάριον e ὠτίον. Vedi pure il Gloss. se ha nulla. (17. Feb. 1825.)

4125,2   20. Feb. Domenica. 1825

[4125,2]  Σμηνίον diminutivo per σμῆνος Scap. Così in Apollon. loc. sup. cit. c. 44. σμηνιῶνος, dove forse s'ha a leggere σμηνίωνος da σμηνίων diminutivo V. i grammatici i Lessici e Aristotele nel luogo quivi cit. dall'aut. e dal Meurs.

4125,5   27. Feb. 1825.

[4125,5]  Diminutivi positivati ἤρυγγον-ἠρύγγιον. V. Meurs. ad Antig. Caryst. Mirabil. cap. 115. Kώρυκος-κωρυκίς. Scap. Πετρίδιον. V. Scap. et Antigon. l.c. cap. 174.

  4125,11.12

[4125,11]  Diminutivi positivati. ᾽Aτμός-ἀτμίς ίδος. Scap. ed Erodiano l.c. p. 13. fin. ὅρος-ὅριον.

[4125,12]  Σωμάτιον per σῶμα (come dice poco dopo). Erodiano Histor. l.2. init.

4126,8   23. Marzo. 1825.

[4126,8]  Gioia-gioiello, jewel (ingl.). Vedi Franc. Spagn. ec. Bush (ingl.) - buisson. V. i Diz. franc.

4127,6   2. Apr. Sab. Santo. 1825.

[4127,6]  Diminutivi positivati. Vallon franc.

4133,1   6-8 Apr. 1825.

[4133,1]  4133 Diminutivi positivati. Νόννα-νονίς. V. Du Cange Gloss. graec. e Fabric. B. G. ed. vet. t. 7. p. 682. not. a. Probabilmente corrotto da Domna (siccome il Nonne dei Francesi), come stima il Du Cange, Gloss. lat. in Nonnus, e non venuto dall'egiziano, come dice il Fabricio, se pure anche in Egitto non si usò questa medesima corruzione, o se ella non fu fatta originariamente in Egitto, cioè nella lingua copta, ma sempre però dalla voce latina Domnus e Domna. (6. Aprile. 1825.). I francesi hanno anche Nonnette, ma Nonne e Nonnette sono ambedue burleschi e disprezzativi al presente, sicchè tra l'uno e l'altro vi ha poca o niuna differenza di significato. (6. Apr. 1825.). - Σχοῖνος-σχοινίον. V. l'indice graecitatis di Dione Cassio. (8. Apr. 1825.)

4134,3   14. Aprile. 1825.

[4134,3]  Σανίς ίδος, forse in origine diminutivo, poscia positivato.

4135,1   18. Aprile 1825.

[4135,1]  Calza-calzetta, calzino. Bruzzo-bruzzolo.

4136,2   27. Apr. 1825.

[4136,2]  Σακκία ἁδρά. V. ib. p. 229. fine. Diminutivo positivato. (27. Apr. 1825.)

4139,2   21. Maggio Vigilia della Pentecoste. 1825.

[4139,2]  Diminutivi positivati. Brachium - βραχίων quasi da un βράχιον o βράχιος o βράχιός ec. perduto. (21. Maggio Vigilia della Pentecoste. 1825.)

4139,7   12. Luglio. di' di S. Gio. Gualberto. 1825.

[4139,7]  Grado-gradino. Pisum-pisello. Struffo-strufolo ec. V. Crus.

4140,1   12. Luglio. di' di S. Gio. Gualberto. 1825.

[4140,1]  4140 Stella quasi astella o astellum da ἀστήρ o da ἄστρον. (12. Luglio. dì di S. Gio. Gualberto. 1825.)

4140,6   Milano. 22. Sett. 1825.

[4140,6]  Miglio, milium ec. - millet, diminutivo positivato. Entrailles - εντερον [ἔντερον,] interiora ec. Ladrillo spagn. Laterculus ec. - later. Scalino - scala, scaglione ec.

4144,1   Bologna. 10. Ott. 1825.

[4144,1]  4144 Tῷ μὲν σωματίῳ (p. σώματι) πάντα ἀδιάϕορα. M. Antonin. VI. 2. Del resto amant stoici extenuandarum rerum causa, deminutiva (Simpson not. in Epictet. c. 12.): e in Arriano et Epicteto diminutiva [deminutiva] significant extenuationem et vilitatem ipsius rei, non autem parvitatem (id. ad c. 24.). { v. p. 4145.}

4144,2   Bologna. 10. Ott. 1825.

[4144,2]  Museau - muso. Goupil o golpil, e per la femmina goupille, quasi vulpilla, cangiato al solito il v in g; antica voce francese per renard, appresso Pougens, Archéologie française, art. Goupil, con parecchi derivati, cioè goupiller verbo neutro, goupillage e goupilleur, dei quali pur si hanno esempi loc. cit. t.1. (Bologna. 10. Ott. 1825.)

4146,2   21. Ottobre. 1825. Bologna.

[4146,2]  Diminutivi greci positivati. Tεῦτλον-τεύτλιον [τευτλίον,] τευτλίς ίδος; o vero σεῦτλον-σευτλίον, σευτλίς ίδος.

4146,4   21. Ottobre. 1825. Bologna.

[4146,4]  Faux-faucille. Clientolo. Truogo-truogolo-trogolo. Grillon. V. i Diz. francesi.

4146,9   Bologna. 26. Ottobre. 1825.

[4146,9]  Kηλίς ίδος, probabilmente diminutivo positivato.

4147,5   Bologna. 26. Ottob. 1825.

[4147,5]  Moscolo, muschio-muscus, musco. Lucerta-lucertola, lucertolone ec.

  4148,2.3.5.10

[4148,2]  Ogli si disse anticamente per occhi (come periglio da periculum) (e quindi forse anche oglio per occhio), benchè manchi ne' Vocabolari, e ciò con tre esempi provò il Perticari in una sua lettera, opp. Lugo 1823. vol. 3. p. 577. nota. (Bologna. 1825. 27. Ott.)

[4148,3]  Ronzino, ronzone, probabilmente diminutivi positivati. Così sillon, sillonner ec.

[4148,5]  Tance-tançon. Parole sinonime, francesi antiche, significanti action de tancer, de réprimander; gronderie, dispute, querelle. Id. ib. Appendice à la suite de la lett. T. art. Tanceur, t. 2. p. 251. (Bologna. 1825. 28. Ott.)

[4148,10]  Voglioloso, vogliolosamente. Freddoloso.

  4149,3.4.5

[4149,3]  Soletto diminutivo positivato aggettivo, e così nell'antico francese, seulet. Timon, cest insigne et beau haysseur d'homme, qui, tant envieusement, mangea son pain seulet. Noël Dufail. Cont. d'Eutrapel (gros débat entre Lupold etc.) fol. 154. V. ap. Pougens Archéol. franç. Additions et correct. tom.2. p. 302. à la page 243, ligne 6. du tome 1r.

[4149,4]  Coccola. Rastro-rastrello ec. Fraga-fragola. Cocuzzolo o cucuzzolo. Razzare-razzolare. Curata o corata coratella o curatella o coradella ec. V. la Crusca.

[4149,5]  Fiasco-flacon. Pila-pilon. V. i Diz. franc. Radium rayon.

  4150,1.5.6.10

[4150,1]  4150 Satollo diminutivo positivato aggettivo da satur, quasi saturellus, o satullus, formandosi dalla desinenza in ur la diminutiva in ullus, collo stesso andamento con cui da quella in er si forma la diminutiva in ellus (puer-puellus) e forse da quella in ir quella in illus, del che per ora non mi sovvengono esempi. V. Forc. e Gloss. in satullus se hanno nulla. (Bologna. 3. Novembre. 1825.)

[4150,5]  Uva-ugola. Notisi, oltre alla positivazione del diminutivo il cambiamento del v in g. I nostri antichi dissero anche uvola.

[4150,6]  Scalprum, scalpro-scarpello coi derivati. V. i francesi e gli spagnuoli.

[4150,10]  Burchio-burchiello. Marco, marca-marchio; marcare marchiare.

4151,3   Bologna. 13. Nov. 1825. Domenica.

[4151,3]  Scricchio-scricchiolo. Nubes, nube-nuvola, nuvolo, nugolo ec. V. Crus.

4151,5   Bologna. 13. Nov. 1825. Domenica.

[4151,5]  Visco, viscoso, vesco, viscus o viscum-vischio, vischioso, veschio. Lens-lenticula; lente-lenticchia, lentille franc. V. gli spagn. { Inviscare - invischiare ec. invescare -- inveschiare.}

  4152,2.3

[4152,2]  ᾽Aγκύριον per ἄγκυρα áncora. Socrate ap. Stob. loc. cit. p. 21. e c.2. p. 33.

[4152,3]  Bozzo volg. - bozzolo; e bozzolo in altri significati, coi derivati. V. Crus.

4154,8   Bologna. 27. Nov. 1825.

[4154,8]  Bρυττόν-βρύττιον (bevanda d'orzo, birra) diminutivo positivato. Significano ambedue le voci lo stesso. Esichio. (Bologna. 27. Nov. 1825.)

4154,10   Bologna. 27. Nov. 1825. Domenica

[4154,10]  Freno-Frenello. V. Crusca.

4156,4   Bologna. 1. Dec. 1825.

[4156,4]  Frega-fregola.

  4157,6.7

[4157,5]  Causado per que causa. Divertido per que divierte.

[4157,6]  Laurus-laurel. (spagn.).

4160,1   16. Dicembre. 1825. Bologna

[4160,1]  Tiglio-tilleul.

4160,6   16. Dicembre. 1825. Bologna

[4160,6]  Aerugo o rubigo o robigo-rouille.

4162,9   17. Gennaio. 1826. Bologna

[4162,9]  Crates, grata, grada-graticcio, graticcia, gradella, graticola, ingraticolato, craticcio (Crus. Veron.) ec. V. Forc. in craticula, i franc. spagn. ec.

4163,2   24. Gennaio. 1826. Bologna.

[4163,2]  Torso-torsolo. Bitorzo-bitorsolo, bitortolato, bitortoluto.

4164,12   16. Febbraio. 1826. Bologna.

[4164,12]  Ἤκουε γὰρ ἴσως (ὁ Χρύσης) τὴν περὶ τὸ γύναιον (τῆς Bρισήϊδος) τοῦ βασιλέως (᾽Aγαμέμνονος) σπουδήν. Τheo loc. sup. cit. Destruct. p. 152. {V. p. seg. e p. 4166.}

  4165,10.11

[4165,10]  ῾Ως ἕστι ἐξaμαρτóντα μὴ δοῦναι δίκην:

[4165,11]  Χείριστος δ᾽ ὁ μεγίστην ἐξουσίαν λαβών.

4166,1   21. Febbraio. 1826. Bologna.

[4166,1]  4166 Vinco,vinciglio. Avvincere - avvinchiare, avvinghiare, avvincigliare.

4166,8   4. marzo. 1826. Bologna

[4166,8]  Diminutivi greci positivati. ἄρνος-ἀρνειον (come in ital. agnello, e agneau ec.).

  4166,15.16

[4166,15]  Frettoloso. Freddoloso. Meticulosus. Formidolosus. Fraudulentus. Frauduleux. Turbulentus. Truculentus. Succulentus.

[4166,16]  Tigna, tinea-tignuola. Aranea-araneola ec.

4167,5 [?]   6. marzo. 1826. Bologna

[4167,5]  Alla p. 4164. capoverso 9. Così étendu nello stesso senso; disteso, distesamente ec. E v. l'es. di Dante e del Tasso nella Crusca in Dilatato.

4168,1   11. Marzo. Vigil. della Domenica di Passione. 1826. Bologna.

[4168,1]  4168 Pece,pegola, impegolare ec.

4169,3   20. Marzo. Lunedi' Santo. Bologna. 1826.

[4169,3]  Puretto diminutivo positivato, aggettivo per puro, come pretto. V. Crusca.

  4170,2.6.7.11.13

[4170,1]  4170 Inconcusso per inconcutibile. V. Forc. ec. Inaccessus, inaccesso ec. per inaccessibile. Rampare; radice di rampicare, di cui altrove [ p.4004]. V. Monti Proposta, v. rampare. Fastello, affastellare ec. diminutivi positivati da fascio per peso. Cespo-cespuglio. Vituperato per vituperoso, ec. o degno di vitupero, di esser vituperato, vituperevole ec. V. la Crus. non solo nel §. 2. ma in tutti gli altri esempi.

[4170,4]  Corona-corolla, lat. diminut. come da asinus, asellus, ec.

[4170,6]  Febbricare o febricare per febricitare. V. Crus. in febbricare, febbricante, febricante ec. Sembra esser la radice di febricito. V. Forc. Erpicare per inerpicare o inarpicare. Crus.

[4170,7]  Per poco è o fu ec. che non. V. Dante Inf. c. 30.

[4170,10]  σωμάτιον p. σῶμα. Ateneo l.4. p. 178 E. ed. Commelin. 1598.

[4170,12]  Alla p. 4145. lin.4. Quin et factitii canes ad fores collocati; quales illi quos ex auro et argento fabricarat Vulcanus Odyss. 7. 93. Δῶμα ϕυλασσέμεναι μεγαλήτορος ᾽Aλκινόοιο Domum ut custodirent magnanimi Alcinoi . Quod Romanis etiam in more fuisse docet Petronius Arbiter, c. 29. p. 104. ed. Burman. Non longe, inquit, ab ostiarii cella canis ingens catena vinctus in pariete erat pictus, superque quadrata litera scriptum: Cave, Cave Canem. Feithius, Antiquitat. Homericar. lib. 3. c. 11. §. 2. Uso conservato dai moderni. {+ V. p. 4364.} (20. Marzo. Lunedì Santo. Bologna. 1826.)

4172,4   30. Marzo. 1826. Bologna.

[4172,4]  Eruca-ruchetta, roquette ec. Falco-faucon, falcone ec. Nepita o nepeta lat. nepitella, nipitella.

4172,11   30. Marzo. 1826. Bologna.

[4172,11]  Grattare-grattugiare. Sciorinare verbo diminut. V. Monti Proposta.

4173,1   2. Aprile. 1826. Bologna. Domenica in Albis

[4173,1]  Piaggia, spiaggia, diminutivi positivati di plaga, da plagula, come nebbia da nebula, ec. ec.

  4173,6.7

[4173,6]  Sappiamo da Plinio che chiamavansi pernae dalla lor forma di presciutto alcune conchiglie frequentissime nelle isole Ponticae, o come altri leggono Pontiae. Da esse traevasi la madre perla: e questo nome italiano di perla non viene certamente da altro che da perna o pernula. (Diminutivo positivato.) Amati, Iscrizioni antiche scoperte da non molto tempo, e meritevoli di esser poste a notizia de' dotti. (Articolo del Giornale arcadico, Roma Dicembre 1825. N. 84. tom. 28.) num. 25. p. 358. (Bologna 7. Aprile. 1826.)

[4173,7]  Testis-testiculus, testicolo, testicule ec. Citrus citron. Hirundo-hirondelle.

4178,1   3. Maggio. 1826 Festa della S. Croce. Vigilia dell'Ascensione. Bologna.

[4178,1]  Tetta-teton (come da mamma, mammella ec.).

4180,2   3. Giugno. 1826. Bologna

[4180,2]  Picus-picchio, da un piculus, e non dal picchiare come dice la Crusca e stimasi comunemente. V. i franc. spagn. ec.

4182,3   5. Luglio. 1826. Bologna

[4182,3]  Oreglia, origliare, origliere, per orecchia, orecchiare, orecchiere.

4188,3   15. Luglio. 1826. Bologna

[4188,3]  Smiris - smeriglio.

4188,9   20. Luglio. 1826. Bologna

[4188,9]  Ἦτρον-ἤτριον.

4190,2   31. Luglio. 1826. Bologna.

[4190,2]  Smerletto, diminutivo positivato di smerlo o forse di merlo. Folgore da S. Geminiano, Corona 1. di Sonetti, Sonetto di Settembre, v. 2. nei Poeti del primo secolo della lingua italiana, Firenze 1816. ap. il Monti, Proposta, vol. ult. p. CΧCIΧ. (Bologna 31. Luglio. 1826.)

4197,2   10. Settembre 1826. Bologna.

[4197,2]  Diminutivi positivati aggettivi. Bimulus, trimulus, quadrimulus. V. Forcell.

4201,7   18. Settembre. 1826. Bologna

[4201,7]  Mele appie - Mele appiole, o appiuole. Diminutivo aggettivo. V. Crus. in Mela, Appio, Appiola. Mele appiole, Caro l.c. lib.1. p. 20. mele appiuole, l. 3. fin. p. 74.

4205,1   25. Settembre. 1826. Bologna

[4205,1]  Ἴχνος-ἴχνιον. Phot. Biblioth. cod. 166. col. 360. ὡς Παάπις διώκων μετ᾽ ἴχνια τoὺς περὶ Δερκυλλίδα, ἐπέστη αὐτoῖς ἐν τῇ νήσῳ.

4210,5   4. ottobre. 1826. Bologna. Festa di S. Petronio

[4210,5]  Juillet.

4213,3   8. ottobre. 1826. domenica. Bologna

[4213,3]  Ορος-õρίον, μεϑόριον ec.; ϕῦκoς-ϕυκίoν, ὅρκoς- ὅρκιον.

4227,1   Recanati. 16. Nov. 1826.

[4227,1]  Senza porvi altro studio (cioè alcuno). Varchi, Ercolano, Venez. Giunti 1570. p. 94. verso la fine.

4228,1 [4228,2]   Recanati 30. Nov. Festa di S. Andrea. 1826.

[4228,2]  Ritorta-ritortola. { Primulus a um, e primulum per primus e primum avv. Osservisi che son voci dei Comici, cioè del dir volgare.}

4237,6   Vigilia di Natale. Domenica. 1826. Recanati.

[4237,6]  Zocco-zoccolo. Fagus-fagulus (v. Forcell. Gloss. ec.) - faggio.

4238,1   Recanati. 29. Dic. 1826.

[4238,1]  4238 Πάτανον - πατάνιον o βατάνιον, come appunto in latino patina-patella.

4239,3   30. Dic. 1826. Recanati.

[4239,3]  Violetto. Diminutivo aggettivo positivato.

  4245,5.6

[4245,5]  Taranta. Speroni Dial. ed. Ven. 1596. p. 135. - Tarantola. Tarantella. Salvini. V. Diz. dell'Alberti. Tarande-tarantule. Tarantolato. V. gli spagn. ec.

[4245,6]  Βάτος - βατίς. v. i Lessici e Casaub. ad Athenae. Nome di pesce. σκίαινα - σκιανίς. v. Casaub. ib. lib.7. c.10. init. c.20. fin. ἔγχελυς-ἐγχέλιον ib. c. 12. med.

4246,9   Recanati. 2. Febbraio. Festa della Purificazione di Maria Vergine Santissima. 1827.

[4246,9]  Da mutolo per muto, ammutolare, ammutolire per ammutare, ammutire disusati.

4246,14   Recanati. 2. Febbraio. Festa della Purificazione di Maria Vergine Santissima. 1827.

[4246,14]  Sfondare-sfondolare, sfondolato. Aratro { arato voce antica} - aratolo.

4248,7   18. Febbraio. Domenica di Sessagesima. 1827.

[4248,7]  'Pακεία - racaille. V. Casaub. ad Athenae. l. 9. c. 5. Sottosopra, sossopra, sozzopra ec. - ἄνω κάτω.

4251,2 [4251,1]   9. Marzo. 1827. 2o Venerdi' di Marzo.

[4251,1]  +(il che egli ha fatto effettivamente e conseguito quasi da per tutto ed interamente)

  4257,1.2

[4257,1]  4257 Formica, formicola. Crusca. Segneri, Incred. senza scusa, par. 1. c. 5. §. 5. V. Forcell.

[4257,2]  Caprea-capreolus ec. Caprio cavrio (Segneri, ib. c.13. §. 1.) cavriuolo, capriuolo, capriatto ec.

4257,4   17. Marzo. 1827. Recanati.

[4257,4]  Undatus - undulatus. Ondato - ondeggiato, ondare - ondeggiare, coi derivati ec. ondazione (Segneri ib. c. 16. §. 2.) ondulazione, undulazione (Alberti). Ondoyer, ondoyé. Ondulation.

4257,8   19. marzo. 1827. Festa di San Giuseppe

[4257,8]  Uscia, plurale.

4257,10   21. marzo. 1827.

[4257,10]  Lodasi senza fine il gran magisterio della natura, l'ordine incomparabile dell'universo. Non si hanno parole sufficienti a commendarlo. Or che ha egli, perch'ei possa dirsi lodevole? Almen tanti mali, quanti beni; almen tanto di cattivo, quanto di buono; tante cose che vanno male, quante che camminan bene. Dico 4258 così per non offender le orecchie, e non urtar troppo le opinioni: per altro, io son persuaso, e si potrebbe mostrare, che il male v'è di gran lunga più che il bene. Ora un tal magisterio, sarà poi tanto grande? un tal ordine tanto commendevole? Ma il male par male a noi, non è veramente. E il bene, chi ci ha detto che sia bene veramente, e non paia solo a noi? Se noi non possiamo giudicare dei fini, nè aver dati sufficienti per conoscere se le cose dell'universo sien veramente buone o cattive, se quel che ci par bene sia bene, se quel che male sia male; perchè vorremo noi dire che l'universo sia buono, in grazia di quello che ci par buono; e non piuttosto, che sia malo, in vista di quanto ci par malo, ch'è almeno altrettanto? Astenghiamoci dunque dal giudicare, e diciamo che questo è uno universo, che questo è un ordine: ma se buono o cattivo, non lo diciamo. Certo è che per noi, e relativamente a noi, nella più parte è cattivo; e ciascuno di noi per questo conto l'avria saputo far meglio, avendo la materia, l'onnipotenza in mano. Cattivo è ancora per tutte le altre creature, e generi e specie di creature, che noi conosciamo: perchè tutte si distruggono scambievolmente, tutte periscono; e, quel ch'è peggio, tutte deperiscono, tutte patiscono a lor modo. Se di questi mali particolari di tutti, nasca un bene universale, non si sa di chi {+(o se dal mal essere di tutte le parti, risulti il ben essere del tutto; il qual tutto non esiste altrimenti nè altrove che nelle parti; poichè la sua esistenza, altrimenti presa, è una pura idea o parola);} se vi sia qualche creatura, o ente, o specie di enti, a cui quest'ordine sia perfettamente buono; se esso sia buono assolutamente e per se; e che cosa sia, e si trovi, bontà assoluta e per se; queste sono cose che noi non sappiamo, non possiamo sapere; che niuna di quelle che noi sappiamo, ci rende nè pur verisimili, non che ci autorizzi a crederle. Ammiriamo dunque quest'ordine, questo universo: io lo ammiro più degli altri: lo ammiro per la sua pravità e deformità, che a me paiono estreme. Ma per lodarlo, aspettiamo di sapere almeno, con certezza, che egli non sia il pessimo dei possibili. - Quel che ho detto di bontà e di cattività, dicasi eziandio di bellezza e bruttezza di questo ordine ec. (21. Marzo. 1827.) A 4259 veder se sia più il bene o il male nell'universo, guardi ciascuno la propria vita; se più il bello o il brutto, guardi il genere umano, guardi una moltitudine di gente adunata. Ognun sa e dice che i belli son rari, e che raro è il bello.

4259,3   24. marzo. 1827. Recanati.

[4259,3]  περιστερά - περιστέριον, περιστερίδιον. V. Casaubon. ad Athenae. l. 14. c. 20. init.

4265,2   30. marzo. 1827. ultimo venerdi'. Recanati

[4265,2]  λοϕνία-λοϕνίς, λοϕία o λοϕίη-λοϕίς. V. Casaub. ad Athenae. l. 15. c. 18. ϕρουρά-ϕρούριον. ἴχνος-ἴχνιον.

4268,5   2. aprile. 1827. Recanati

[4268,5]  Serpyllum, serpillo, serpollo-sermollino, serpolet. Tubo, tube-tuyau. Benda, bande-bandeau.

4272,1   3. Aprile. 1827.

[4272,1]  Pavot non sembra essere che un diminutivo positivato di papaver; contratte, per corrotta e precipitata pronunzia, le due prime sillabe pa, in una sola.

  4273,3.4

[4273,3]  Tricae-tracasserie, tracasser, tracassier ec.

[4273,4]  Aerugo, o rubigo o robigo, ruggine-rouille, coi derivati.

4279,3   Recanati. 13. Apr. Venerdi' Santo. 1827

[4279,3]  Αβαξ-܎β‹άκιον, abbaco. V. Forcell. ec.

4281,2   Recanati. 17. Aprile. Martedi' di Pasqua. 1827

[4281,2]  Upupa lat. e italiano - bubbola. Hamus-hameau.

4282,8   Recanati. Domenica in Albis. 22. Aprile. 1827

[4282,8]  Culter, cultrum-cultellus, coltello, couteau ec. ec. V. Forcell., gli Spagnuoli ec.

4283,5   Firenze. 1. Luglio. 1827.

[4283,5]  Bucherare. Spicciolato.

4286,2   Firenze. 17. Luglio. 1827.

[4286,2]  Cuna, cunula, culla.

4293,3   21. Sett. 1827.

[4293,3]  Doucereu x.