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Società degli animali.

Society of animals.
287,1   20. ottobre 1820.

[287,1]  Anche gli animali si associano in molti casi, e sempre per lo vantaggio comune. Oltre le formiche e le api che ho notate altrove [ p.210], si può osservare 288 la così detta ruota che fanno i cavalli e altri animali per difendersi da comuni aggressori. Dalla quale s'inferisce ancora che gli animali hanno idee sufficienti di ordinanza o tattica, cioè del modo di accrescere e rendere più profittevoli le forze individuali 1. coll'unione di molti individui, 2. colla disposizione e figura di tutta la torma, 3. colla conveniente collocazione degl'individui. Di tali società guerruere [guerriere] offensive e difensive, credo che la storia naturale fornisca moltissimi esempi. Come anche in altri casi; per es. se è vero quello che si racconta dell'ordinanza delle grù nei viaggi che fanno, della sentinella o svegliatrice che tengono. Così la catena delle scimmie per passare i fiumi, così cento altri esempi dell'aiuto scambievole che le bestie si prestano per vantaggio comune, e forse anche talvolta per vantaggio del solo bisognoso e aiutato.

591,1   31. Gennaio 1821.

[591,1]  Quod si hoc apparet in bestiis, volucribus, nantibus, agrestibus, cicuribus, feris, primum ut se ipsae diligant; (id enim pariter cum omni animante nascitur) (dunque Cicerone riconosceva le bestie per dotate di libertà) deinde, ut requirant, atque appetant, ad quas se applicent, eiusdem generis animantes; idque faciunt cum desiderio, et cum quadam similitudine amoris humani: quanto id magis in homine fit natura, qui et se ipse diligit, et alterum anquirit, cuius animum 592 ita cum suo misceat, ut efficiat paene unum ex duobus? Cic. Lael. sive de Amicit. c. 21. fine.

536,1   21 Gennaio 1821.

[536,1]  Nihil est enim appetentius similium sui, nihil rapacius, quam natura. Cic. Lael. sive de Amicit. c. 14. (21. Gen. 1821.).

540,1   22. Gennaio 1821.

[540,1]  Sic enim mihi perspicere videor, ita natos esse nos, 541 ut inter omnes esset societas quaedam; (ecco l'amore universale, notato anche da Cicerone, e naturale, perchè la natura, e tutti gli animali tendono più che ad altro al loro simile; preferiscono nella inclinazione, nell'amore, nella società, il loro simile, allo straniero e diverso. Questo è il vero confine dell'amore universale secondo natura, non quelli che gli assegnano i nostri filosofi. Ma seguitiamo) maior autem, ut quisque proxime accederet. Itaque cives, potiores, quam peregrini; et propinqui quam alieni. (Così che nel conflitto degl'interessi di coloro che nobis proxime accedunt, cogl'interessi degli stranieri, alieni, lontani, quelli vincono nell'animo, nella inclinazione, e nella natura nostra: e non già nella sola parità di circostanze, ma quando anche o il bene, o la salute e incolumità de' vicini, porti agli strani un danno sproporzionato; quando anche si tratti di un solo o pochi vicini, e di molti lontani; quando si tratti della sola sua patria in comparazione di tutto il mondo. E tali sono realmente gli effetti e la misura dell'amore dei bruti verso i loro 542 figli ec. rispetto agli altri loro simili: delle api di un alveare, rispetto alle altre ec. E v. il pensiero seguente.) Cum his enim amicitiam natura ipsa peperit. Cic., Lael. sive de Amicitia c. 5. sulla fine. (22. Gen. 1821.).

542,1   22. Gennaio 1821.

[542,1]  Quapropter a natura mihi videtur potius, quam ab indigentia, orta amicitia, et applicatione magis animi cum quodam sensu amandi, quam cogitatione, quantum illa res utilitatis esset habitura. Quod quidem quale sit, etiam in bestiis quibusdam animadverti potest; quae ex se natos ita amant ad quoddam tempus, et ab eis ita amantur, ut facile earum sensus appareat. Quod in homine multo est evidentius. Cic., Lael. sive de Amicitia c. 8. (22. Gen. 1821.).

1760,1   21. Sett. 1821.

[1760,1]  Quanto più io gli dava di sprone (dice il Rocca di un mulo spagnuolo ch'egli fu obbligato a cavalcare una volta in Ispagna), tanto più raddoppiava i calci; io lo batteva, lo ingiuriava, ma le mie minacce in francese non facevano che irritarlo. Io non sapeva il suo nome, ed ignorava ancora in quel tempo che ogni mulo in Ispagna 1761 avesse un nome particolare, e che per farlo andare fosse necessario dirgli nella propria lingua: Via, mulo, via su, capitano, via, aragonese , ec. Memorie intorno alla Guerra de' Francesi in Ispagna del Sig. di Rocca. Parte 1. Milano . Pirotta. presso A. F. Stella. 1816. p. 55. V. ancora alcune importanti notizie sui costumi e la società dei cavalli selvaggi ec. p.134-37. Parte II.

1767,2 [1787,2]   24. Sett. 1821.

[1787,2]  Egli notava ancora che quell'uno in quell'atto non era stato veduto dagli altri. Linguaggio di società fra gli animali. (24. Sett. 1821.)

3773,1   25-30. Ottobre. 1823.

[3773,1]  3773 Vogliono che l'uomo per natura sia più sociale di tutti gli altri viventi. Io dico che lo è men di tutti, perchè avendo più vitalità, ha più amor proprio, e quindi necessariamente ciascun individuo umano ha più odio verso gli altri individui sì della sua specie sì dell'altre, secondo i principii da me in più luoghi sviluppati [ p.55] [ pp.872.sgg.] [ pp.1078-79] [ pp.1083-84] [ pp.2204-206] [ p.2644] [ pp.2736.sgg.] [ p.3291]. Or qual altra qualità è più antisociale, più esclusiva per sua natura dello spirito di società, che l'amore estremo verso se stesso, l'appetito estremo di tirar tutto a se, e l'odio estremo verso gli altri tutti? Questi estremi si trovano tutti nell'uomo. Queste qualità sono naturalmente nell'uomo in assai maggior grado che in alcun'altra specie di viventi. Egli occupa nella natura terrestre il sommo grado per queste parti, siccome generalmente egli tiene la sommità fra gli esseri terrestri.

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