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Antichi, poco esatti nelle descrizioni delle passioni e de' caratteri: e perchè.

Ancients, not very exact in the descriptions of passions and characters: and why.
3482,1   20. Sett. 1823. vigilia della Festa di Maria Santissima Addolorata.

[3482,1]  Ne' tragici greci (così negli altri poeti o scrittori antichi) non s'incontrano quelle minutezze, quella particolare e distinta descrizione e sviluppo delle passioni e de' caratteri che è propria de' drammi (e così degli altri poemi e componimenti) moderni, non solo perchè gli antichi erano molto inferiori a' moderni nella cognizione del cuore umano, il che a tutti è noto, ma perchè gli antichi nè valevano gran fatto nel dettaglio, nè lo curavano, anzi lo disprezzavano e fuggivano, e tanto era impropria degli antichi l'esattezza e la minutezza quanto ella è propria e caratteristica de' moderni. Ciò nel modo e per le ragioni da me spiegate altrove [ pp.1482-83].

 



 

[Antichi.] In metafisica e in morale han conosciuto e detto tutto.

Ancients. Regarding metaphysics and morals they knew and said everything.
  23. Marzo. 1826. Giovedi' Santo. Bologna

[4172,3]  En métaphysique, en morale, les anciens ont tout dit. Nous nous rencontrons avec eux, ou nous les répétons. Tous les livres modernes de ce genre ne sont que des redites. Voltaire, Dict. philosoph. art. Emblème. (Bologna. Giovedì Santo. 1826. 23. Marzo.).

[Antichi.] anzi sapeano in queste cose [metafisica e morale] più de' moderni: e perchè.

Ancients. in fact, they knew more about these things metaphysics and morals than the moderns: and why.
  1. Settembre. 1826. Bologna.

[4192,1]  Il detto del Bayle, che la ragione è piuttosto uno strumento di distruzione che di costruzione, si applica molto bene, anzi ritorna a quello che mi par di avere osservato altrove [ pp.2705-15], che il progresso dello spirito umano dal risorgimento in poi, e massime in questi ultimi tempi, è consistito, e consiste tutto giorno principalmente, non nella scoperta di verità positive, ma negative in sostanza; ossia, in altri termini, nel conoscere la falsità di quello che per lo passato, da più o men tempo addietro, si era tenuto per fermo, ovvero l'ignoranza di quello che si era creduto conoscere: benchè del resto, faute de bien observer ou raisonner, molte di siffatte scoperte negative, si abbiano per positive. E che gli antichi, in metafisica e in morale principalmente, ed anche in politica (uno de' cui più veri principii è quello di lasciar fare più che si può, libertà più che si può), erano o al pari, o più avanzati di noi, unicamente perchè {ed in quanto} anteriori alle pretese 4193 scoperte e cognizioni di verità positive, alle quali noi lentamente e a gran fatica, siamo venuti e veniamo di continuo rinunziando, e scoprendone, conoscendone la falsità, e persuadendocene, e promulgando tali nuove scoperte e popolarizzandole. (Bologna 1. Settembre. 1826.)

  26. Settembre. 1826. Bologna

[4206,3]  Alla p. 4183. Questa novelletta, poichè per tale io la tengo, mi fa ravvisare una nuova somiglianza tra i costumi antichi e i moderni; cioè mi fa credere che i greci antichi inventassero degli esempi di ridicola e bestiale costanza da apporre agli spartani, come noi ne inventiamo di bêtise e di sciocchezza da apporre ai tedeschi e agli svizzeri (addietro tu e muro); come altri ne inventano di scelleraggine vile, feroce, traditrice e coperta, da apporre agl'italiani, ec.: in somma che gli Spartani fossero per gli antichi belli spiriti, {ed anche popolarmente nella opinione della Grecia,} il soggetto di motteggi e di novelle, al quale si riportassero anche degli esempi veri, ma appartenenti ad altre persone; come noi italiani siamo il tipo della ferocia traditrice per altre nazioni ec. (Bologna. 26. Sett. 1826.). { V. p. 4217.}