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Augusto.

Augustus.
117,2   9. Giugno 1820.

[117,2]  In proposito di quello che dice Montesquieu della codardia fortunata e propizia di Ottaviano (l. c. ch. 13. p. 139. fine) considerate che se il Senato l'avesse veduto 118 coraggioso l'avrebbe creduto intraprendente. Ora chi intraprende, intraprende per se, e l'intraprendere per se in Ottaviano ch'era l'erede e il figlio adottivo di Cesare, non poteva esser altro che il cercare la monarchia. Il vederlo debole fece credere che avrebbe preso il partito dei buoni ch'è il meno pericoloso, perchè ha per se l'opinione pubblica, ed è la strada retta e ordinaria. Gli arditi per lo più son cattivi, e il partito buono è quello dei più deboli, perchè non ci vuole ardire per abbracciare il partito ovvio e inculcato dalle leggi dalla natura e dall'opinione sociale, cioè quello della virtù, ma bensì per entrare nel partito odioso del vizio. Il fatto però sta che era già venuto anche per Roma il tempo che la politica dovea prevalere al coraggio come ora, e in tutti i tempi corrotti. (9. Giugno 1820.).

2527   29. Giugno 1822.

[2526,1]  Τοὺς δὲ (χώρους) μὴ ἔχοντας ἐπίδοσιν, (agros qui incrementum nullum haberent, cioè così {ben} coltivati già quando si comprano, che non si 2527 possano far migliori) οὐδὲ ἡδονὰς ὁμοίας ἐνόμιζε παρέχειν∙ ἀλλὰ πᾶν κτῆμα καὶ ϑρέμμα τὸ ἐπὶ τὸ βέλτιον ἰόν, τοῦτο καὶ εὐϕραίνειν μάλιστα ᾤετο. Dice queste cose Iscomaco di suo padre, il quale non voleva che si comprassero fondi ben coltivati, ma trascurati dal possessore, e le dice a Socrate presso Senofonte Del governo della casa, cap. 20. §. 23. Così tutto il piacere umano consiste nella speranza e nell'aspettativa del meglio, e posseduto non è piacere, e quello stato che non si può migliorare, benchè ottimo e desideratissimo per se, è sempre infelicissimo, come fu presso a poco quello d'Augusto {divenuto} padrone di tutto il mondo, e malcontento com'egli s'espresse. (29. Giugno 1822.)

3501   23. Sett. 1823.
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