28. Agosto. 1823.
[3289,3] Sogliono le opere umane servire di modello
successivamente l'une all'altre, e così appoco perfezionandosi il genere, e
ciascuna opera, o le più
3290 d'esse riuscendo migliori
de' loro modelli fino all'intero perfezionamento, il primo modello apparire ed
essere nel suo genere la più imperfetta opera di tutte l'altre, per infino alla
decadenza e corruzione d'esso genere, che suole altresì ordinariamente succedere
all'ultima sua perfezione. Non così nell'epopea; ma per lo contrario il primo
poema epico, cioè l'iliade che fu modello di tutti gli altri, si trova essere
il più perfetto di tutti. Più perfetto dico nel modo che ho dimostrato parlando
della vera idea del poema epico p. 3095-
3169. Secondo le quali osservazioni da me fatte si può anzi dire che
siccome l'ultima perfezione dell'epopea (almen quanto all'insieme e all'idea
della medesima) si trova nel primo poema epico che si conosca, così la decadenza
e corruzione di questo genere incominciò non più tardi che subito dopo il primo
poema epico a noi noto. Similmente negli altri generi di poesia, per lo più, i
migliori e più perfetti modelli ed opere sono le più antiche, o assolutamente
parlando, o relativamente alle nazioni {e letterature}
particolari,
3291 come tra noi la Commedia di Dante è nel suo genere, siccome
la prima, così anche la migliore opera. (28. Agosto. 1823.).
