13. Agosto 1822.
[2607,1] Così tosto come il bambino è nato, convien che la
madre che in quel punto lo mette al mondo, lo consoli, {
accheti il suo
pianto,} e gli alleggerisca il peso di quell'esistenza che gli dà. E
l'uno de' principali uffizi de' buoni genitori nella fanciullezza e nella prima
gioventù de' loro figliuoli, si è quello di consolarli, {
d'incoraggiarli alla vita;} perciocchè i dolori e i mali e le passioni
riescono in quell'età molto più gravi, che non a quelli che per lunga
esperienza, o solamente per esser più lungo tempo vissuti, sono assuefatti a
patire. E in verità conviene che il buon padre e la buona madre studiandosi di
racconsolare i loro figliuoli, emendino alla meglio, ed alleggeriscano il danno
che loro hanno fatto col procrearli. Per Dio! perchè dunque nasce l'uomo? e
perchè genera? per poi racconsolar quelli che ha generati del medesimo essere
stati generati? (13. Agosto 1822.).
