7. Sett. 1824.
[4119,4] A quello che ho detto altrove pp. 3097. sgg.
pp.
3342-43
p.
3382 sul proposito che tra gli antichi felicità e bontà si stimavano
per lo più o sempre congiunte, e per lo contrario infelicità e malvagità, v. fra
l'altre cose Senofonte nel fine dei
Memorabili e dell'Apologia dove prova che Socrate fu fortunato nella morte,
mostrando che il provare la sua felicità anche a' suoi tempi era parte e forma
di apologia e di lode. E mille altri esempi se ne trovano negli antichi, chi ha
pratica di loro ed osserva bene. (7. Sett. 1824.).
