28. Maggio 1821.
[1100,2] Chiamano moderne le massime liberali, e si
scandalezzano, e ridono che il mondo creda di essere oggi solo arrivato al vero.
Ma elle sono antiche quanto Adamo, e di
più hanno sempre durato e dominato, più o meno, e sotto differenti aspetti sino
a circa un secolo e mezzo fa, epoca vera e sola della perfezione del dispotismo,
consistente in gran parte in una certa moderazione che lo rende universale,
1101 intero, e durevole. Dunque tutta l'antichità delle
massime dispotiche, cioè del loro vero ed universale dominio nei popoli
(generalmente e non individualmente parlando), non rimonta più in là della metà
del seicento. Ed ecco come quel tempo che corse da quest'epoca sino alla
rivoluzione, fu veramente il tempo più barbaro dell'europa civile, dalla restaurazione della civiltà in poi.
Barbarie dove inevitabilmente vanno a cadere i tempi civili: barbarie che prende
diversi aspetti, secondo la natura di quella civiltà da cui deriva, e a cui
sottentra, e secondo la natura de' tempi e delle nazioni. P. e. la barbarie di
Roma sottentrata alla sua civiltà
e libertà, fu più feroce e più viva: quella dei Persiani fu simile nella
mollezza e nella inazione e torpore, alla nostra. Ed ecco come il tempo presente
si può considerare come epoca di un nuovo (benchè debole) risorgimento della
civiltà. E così le massime liberali si potranno chiamare risorte (almeno la loro
universalità e dominio); ma non mica inventate nè moderne. {+Anzi elle sono essenzialmente e caratteristicamente
antiche, ed è forse l'unica parte in cui l'età presente somiglia
all'antichità. Puoi vedere in tal proposito la lettera di Giordani a Monti
nella Proposta ec. vol. 1. part. 2. alla voce Effemeride, dove Giordani discorre delle barbarie
antiche rinnovate oggi.}
(28. Maggio 1821.).
