4. Sett. 1821.
[1625,1] Non attribuiamo a Dio se non un solo modo di esistere, e una sola perfezione. Ma se
niuna perfezione è assoluta, egli non sarà dunque perfetto, avendo questa sola.
L'unica perfezione assoluta, è di esistere in tutti i possibili modi, ed in
tutti esser perfetto, cioè perfettamente conveniente, dentro la natura
1626 e la proprietà di quel modo di essere. La
perfezione assoluta abbraccia tutte le possibili qualità, anche contrarie,
perchè non v'è contrarietà assoluta, ma relativa: e se è possibile un modo di
essere contrario a quello che noi concepiamo in Dio e nelle cose a noi note (che certo è possibile, non essendovi
ragione assoluta e indipendente che lo neghi), Iddio non sarebbe nè infinito nè perfetto, anzi imperfettissimo,
s'egli non esistesse anche in quel modo, e non fosse in perfetta relazione e
convenienza con quel modo di essere. Noi dunque non conosciamo se non una sola
parte {dell'essenza} di Dio, fra le infinite, {+o
vogliamo dire una sola delle infinite sue essenze.} Egli ha
precisamente le perfezioni che noi gli diamo: egli esiste verso noi in quel modo
che la religione insegna; i suoi rapporti verso noi, sono perfettamente quali
denno essere verso noi, e quali richiede la natura del mondo a noi noto. Ma egli
esiste in infiniti altri modi, ed ha infinite altre parti, che non possiamo in
veruna maniera concepire, se non immaginandoci questo medesimo. La Religione
Cristiana è dunque interamente vera, e i miei non si oppongono, anzi favoriscono
i suoi dogmi.
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(4. Sett. 1821.).
