7. Sett. 1821.
[1645,1] Da che le cose sono, la possibilità è {primordialmente} necessaria, e indipendente da checchè
si voglia. Da che nessuna verità o falsità, negazione o affermazione è assoluta,
com'io dimostro, tutte le cose son dunque possibili, ed è quindi necessaria e
preesistente al tutto l'infinita possibilità. Ma questa non può esistere senza
un potere il quale possa fare che le cose sieno, e sieno in qualsivoglia modo
possibile. Se esiste l'infinita possibilità esiste l'infinita onnipotenza,
perchè se questa non esiste, quella non
1646 è vera.
Viceversa non può stare l'infinita onnipotenza senza l'infinita possibilità.
L'una e l'altra sono, possiamo dire, la stessa cosa. Se dunque è necessaria
l'infinita possibilità, preesistente al tutto, indipendente da ogni cosa, da
ogni idea ec. (ed infatti se non v'è ragione possibile perchè una cosa sia
impossibile, ed impossibile in un tal modo ec., la infinita possibilità è
assolutamente necessaria); lo è dunque ancora l'onnipotenza. Ecco Dio: e la sua necessità dedotta
dall'esistenza, e la sua essenza riposta nell'infinita possibilità, e quindi
formata di tutte le possibili nature. ec. Questa idea non è che abbozzata. V. la
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1821.).
