16. Sett. 1821.
[1712,1] Il sistema di Platone delle idee preesistenti alle cose, esistenti per se, eterne,
necessarie, indipendenti e dalle cose e da Dio:
1713 non solo non è chimerico,
bizzarro, capriccioso, arbitrario, fantastico, ma tale che fa meraviglia come un
antico sia potuto giungere all'ultimo fondo dell'astrazione, e vedere sin dove
necessariamente conduceva la nostra opinione intorno all'essenza delle cose e
nostra, alla natura astratta del bello e brutto, buono e cattivo, vero e falso.
Platone scoprì, quello ch'è infatti,
che la nostra opinione intorno alle cose, che le tiene indubitabilmente per
assolute, che riguarda come assolute le affermazioni, e negazioni, non poteva nè
potrà mai salvarsi se non supponendo delle immagini e delle ragioni di tutto ciò
ch'esiste, eterne necessarie ec. e indipendenti dallo stesso Dio, perchè altrimenti 1. si dovrà cercare la ragione di
Dio, il quale se il bello il buono il
vero ec. non è assoluto nè necessario, non avrà nessuna ragione di essere, nè di
esser tale o tale, 2. posto pur che l'avesse, tutto ciò che noi crediamo
assoluto e necessario non avrebbe altra ragione che il voler di Dio;
1714 e
quindi il bello il buono il vero, a cui l'uomo suppone un'essenza astratta,
assoluta indipendente, non sarebbe tale, se non perchè Dio volesse, potendo volere altrimenti, e al contrario.
Ora, trovate false e insussistenti le idee di Platone, è certissimo che qualunque negazione e affermazione
assoluta, rovina interamente da se, ed è maraviglioso come abbiamo distrutte
quelle, senza punto dubitar di queste. (16. Sett. 1821.).
