8. Nov. 1821.
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Alla p. 2052.
fine. dissertare, exsertare, insertare, da dissertus, exsertus, insertus, di disserere, exserere, inserere. Il
nostro concertare, concerto
ec. e il francese e lo spagnolo non sembrano essere altro che un continuativo di
conserere (v. Forcell. in questa
voce), detto da prima consertare. V. la Crusca in consertare, conserto ec. e i Dizionari francesi e spagnoli. Giacchè non pare
che abbiano a far niente col latino puro concertare,
da certare. Il Gloss. non ha nulla nè di consertare, consertus, ec. nè di concertare, concertus ec. e
non accade consultarlo. {+Il nostro disertare ec. viene come altrove ho detto da desertus ec. p.
1109.} Sembra anche che esistesse un continuativo del semplice
serere, cioè sertare.
Q4328829Sertatus regali majestate ha Marziano Capella, e lo porta il Forcellini in sertatus, che spiega coronatus, serto
circumdatus; e sertare nel Gloss. si spiega sertum imponere, coronare,
quasi volessero dire che questo verbo è formato dal sustantivo
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sertum, ovvero serta orum,
oppure da serta ae (de' quali v. il Forcell.
l'Append. e il Gloss.). Ma trovandosi questo verbo tanto
nell'esempio portato dal Forc. quanto in altro del Gloss. accompagnato con
ablativo di cosa, non par che sia formato da un sustantivo, ma ben da sertus participio di serere
(sero, is, ui, ertum.), e perciò sertatus sia d'altra natura che radiatus, paludatus, togatus i quali propriamente non s'accompagnano ad ablativi di cosa,
ma stanno da se. Del resto sebbene non si trova che il participio sertatus, e il Forcellini non porta
che questo (il Gloss.
però pone sertare), io credo però che questo sertatus per le dette ragioni, indichi un verbo, e sia
cioè un participio. Sertare in senso di chiudere è della bassa latinità, e lo porta pure il
Gloss. ma non ha che
fare col nostro sertatus nè viene da serere, ma è uno storpiato continuativo di serare, il qual serare è
riconosciuto da Prisciano. (Forcell. in Sero, is. fine.). (8. Nov. 1821.).
