7. Agosto. 1822.
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Q140531676Ἔργα
νέων, βουλαὶ δὲ μέσων, εὺχαὶ δὲ γερόντων. Verso di non so
qual poeta antico, applicabile {e proporzionabile} alle
diverse età del genere umano, come lo è qualunque cosa si possa dire intorno
alle diverse età dell'individuo. E infatti del secol nostro non è proprio altro
che il desiderio (eternamente
inseparabile dall'uomo {+anche il più
inetto, e debole, e inattivo e non curante;} per cagione dell'amor
proprio che spinge alla felicità, la qual mai non s'ottiene) e il lasciar fare.
(7. Agosto. 1822.).
