15. Feb. 1824.
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4031 Certo le condizioni sociali e i governi e ogni
sorta di circostanze della vita influiscono sommamente e modificano il carattere
e i costumi delle varie nazioni, anche contro quello che porterebbe il
rispettivo loro clima e l'altre circostanze naturali, ma in tal caso quello
stato o non è durevole, o debole, o cattivo, o poco contrario al clima, o poco
esteso nella nazione, o ec. ec. E generalmente si vede che i principali
caratteri o costumi nazionali, anche quando paiono non aver niente a fare col
clima, o ne derivano, o quando anche non ne derivino, e vengano da cagioni
affatto diverse, pur corrispondono mirabilmente alla qualità d'esso clima o
dell'altre condizioni naturali d'essa nazione o popolo o cittadinanza ec. Per
es. io non dirò che il modo della vita sociale rispetto alla conversazione e
all'altre infinite cose che da questa dipendono o sono influite, proceda
assolutamente e sia determinato nelle varie nazioni d'europa dal loro clima, ma certo ne' vari modi tenuti da
ciascuna, e propri di ciascuna quasi fin da quando furono ridotte a precisa
civiltà e distinta forma nazionale, ovvero da più o men tempo, si scopre una
curiosissima conformità {generale} col rispettivo clima
in generale considerato. Il clima d'italia
e di Spagna è clima da passeggiate e
massime nelle lor parti più meridionali. Ora queste nazioni non hanno
conversazione affatto, nè se ne dilettano: e quel poco che ve n'è in italia, è nella sua parte più
settentrionale, in Lombardia, dove certo
si conversa assai più che in Toscana, a
Napoli, nel Marchegiano, in Romagna, dove si villeggia
4032 e si fanno
tuttodì partite di piacere, ma non di conversazione, e si chiacchiera assai, e
si donneggia assaissimo, ma non si conversa; in Roma ec. Il clima d'Inghilterra
e di Germania chiude gli uomini in casa
propria, quindi è loro nazionale e caratteristica la vita domestica, con tutte
l'altre infinite qualità di carattere e di costume e di opinione, che nascono o
sono modificate da tale abitudine. Pur vi si conversa più assai che in italia e Spagna (che son l'eccesso contrario alla conversazione) perchè il
clima è per tale sua natura meno nemico alla conversazione, poichè obbligandoli
a vivere il più del tempo sotto tetto e privandoli de' piaceri della natura,
ispira loro il desiderio di stare insieme, per supplire a quelli, e riparare al
vôto del tempo ec. Il clima della Francia
ch'è il centro della conversazione e la cui vita e carattere e costumi e
opinioni è tutto conversazione, tiene appunto il mezzo tra quelli d'Italia e Spagna, Inghilterra e Germania, non vietando il sortire, {e il trasferirsi da luogo a luogo,} e rendendo
aggradevole il soggiornare al coperto: siccome la vita d'Inghilterra e Germania tiene appunto il mezzo, massime {in
quest'ultimi tempi,} per rispetto alla conversazione, tra la vita
d'Italia e Spagna e quella di Francia, e così il carattere ec. che ne dipende. E già in mille altre
cose la Francia, siccome il suo clima,
tiene il mezzo fra' meridionali e settentrionali, del che altrove in più luoghi
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pp.
2989-90. Non parlo delle meno estrinseche e più spirituali influenze
del clima sulla complessione e abitudine del corpo e dello spirito, {+anche fin dalla nascita,} che pur
grandissimamente
4033 contribuiscono a cagionare e
determinare la varietà che si vede nella vita delle nazioni, popolazioni,
individui tutti partecipi (come son oggi) di una stessa sorta di civiltà, circa
il genio e l'uso della conversazione. (15. Feb. 1824.).
