Recanati. 17. Apr. Martedì di Pasqua. 1827.
[4281,1]
Miauler franc. maullar o
mahullar spagn. - mia-g-olare.
[4281,2]
Upupa lat. e italiano - bubbola. Hamus - hameau.
[4281,3]
Alla p. 4255.
principio. Q137609627Vir gente et fama nobilis, dice
il Reimar, Praefat. ad Dion. §. 6, di Giovanni Leunclavio, famoso erudito
tedesco del secolo 16.o, Q137609627quem
merito admiratur Marquardus
Freherus in epistola dedicatoria ad Leunclavii
Jus Graeco - Romanum
quod inter varias peregrinationes, in multis principum aulis,
legationibus et negotiis occupatus, tot ac tanta opera summa
accuratione ediderit, quot et quanta quis otiosus et huic uni rei
operatus vix proferret in lucem. Le soprascritte
pp.
4254-55 osservazioni del Chesterfield spiegano questo fenomeno, ripetuto del resto assai
spesso; e notato colla stessa ammirazione da molti, in molti e molti altri; e
certamente non raro. Esse spiegano il simile e maggior fenomeno di Cicerone tra gli antichi, di Federico di Prussia tra i moderni, e di
tanti altri tali. A segno che sarà forse più difficile il trovare un letterato,
altronde ozioso e disoccupato, che abbia molto scritto e con accuratezza grande,
di quello che un letterato che, occupato d'altronde, abbia prodotto molte e
studiate opere. Certo di questi non è difficile a trovarne, e ciò conferma le
osservazioni del Chesterfield; secondo
le quali, le stesse occupazioni di siffatti uomini, debbono servire a render
ragione della moltitudine e dell'accuratezza dei loro lavori, e a scemarne la
meraviglia, mostrandole occasionate da un abito di attività prodotto o sostenuto
da esse occupazioni; attività tanto maggiore {e più viva ed
acuta,} quanto la copia e la folla {e
l'assiduità} di esse occupazioni era più grande. (Recanati. 17. Aprile. Martedì di Pasqua.
1827.). Esempio mio,
4282 per lo più ozioso,
ed inclinato all'inerzia, o per natura o per abito; pure in mezzo a questa
inazione profonda, un giorno che io abbia occasione di adoperarmi, e molte cose
da fare, non solo trovo tempo da sbrigar tutto, ma me ne avanza, e in
quell'avanzo, io provo (e m'è avvenuto più volte) un vero bisogno, una smania,
di far qualche cosa, un orrore del non far nulla, che mi pare incomportabile,
come se io non fossi avvezzo a passar le ore, e per così dire i mesi, nella mia
stanza colle braccia in croce. (Recanati. 17. Apr. Martedì di Pasqua. 1827.).
