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Bologna. 5. ottobre. 1826.

[4211,4]  Alla p. 4165. capoverso 5. Similmente da Aristide Orat. εἰς βασιλέα, cioè in lode di M. Aurelio, ed. Canter. t. 1. p. 106. lin. penult. - ult.
[4211,5]  Alla p. 4166. Usasi la stessa locuzione, τὸ αὐτοῦ μέρος, nello stesso senso e modo, da Fozio, Cod. 219. col. 564. ed. gr. - lat. {{V. Plat. ed. Astii, t. 1. p. 192. lin. 11.}}
[4211,6]  Alla p. qui dietro p. 4210,1. Così cod. 240. {col. 993}. δίδωσιν ἐννοεῖν. {{V. p. 4213.}}
[4211,7]  L'autor greco della Vita di S. Gregorio Papa, detto il Magno, avendo parlato delle opere di questo Santo, e particolarmente de' suoi Dialoghi,  4212 soggiunge (appresso Fozio. cod. 252. col. 1400. ed. grec. lat. Credo però che questa Vita si trovi stampata intera, e sarà in fronte alle opp. di S. Gregorio): Q137126162᾽Αλλὰ γὰρ πέντε καὶ ἑξήκοντα καὶ ἑκατὸν ἔτη οἱ τὴν ῥωμαίαν ϕωνὴν ἀϕιέντες τῆς ἐκ τῶν πόνων αὐτοῦ ὠϕελείας μόνοι ἀπήλαυον. Ζαχαρίας δέ, ὃς τοῦ ἀποστολικοῦ ἀνδρὸς ἐκείνου χρόνοις ὕστερον τοῖς εἰρημένοις κατέστη διάδοχος, τὴν ἐν τῇ ῥωμαϊκῇ μόνῃ συγκλειομένην γνῶσιν καὶ ὠϕέλειαν εἰς τὴν ᾽Ελλάδα γλῶσσαν ἐξαπλώσας, κοινὸν τὸ κέρδος τῇ οἰκουμένῃ πάσῃ ϕιλανϑρώπως ἐποιήσατο. οὐ τοὺς διαλόγους δὲ καλουμένους μόνους, ἀλλὰ καὶ ἄλλους αὐτοῦ ἀξιολόγους πόνους ἐξελληνίσαι ἔργον ἔϑετο. Q137126162Ma per ispazio di 165 anni, solamente quelli che parlano latino godettero della utilità delle sue opere. Poi Zacaria, che in capo al detto spazio di tempo successe a quell'apostolico uomo (nel papato), trasportati in lingua greca i colui scritti, fece cortesemente comune a tutta la terra la notizia e la utilità di quelli, ristretta fino allora ai soli Latini. E non solo i così detti dialoghi, ma prese anche a voltare in greco altri scritti del medesimo degni di considerazione. - Testimonianza insigne della universalità della lingua greca {eziandio} ai tempi dello scrittore di questa Vita, cioè, credo, nel sesto secolo, se costui fu contemporaneo o poco posteriore al detto Zaccaria papa. (Bologna. 5. Ott. 1826.)