3. Sett. 1823.
[3344,1]
3344
Scrissero, vissero, dissero, videro, diedero, tennero e simili
innumerabili, quasi da scripsĕrunt, vixĕrunt, dixĕrunt, vidĕrunt, dedĕrunt, tenuĕrunt. Così veramente dissero molti poeti, massime
i più antichi, e che tal pronunzia fosse {o restasse}
propria del volgo romano, il quale conservasse anche in questo l'antichità e
{+la trasmettesse fino a noi,}
si può raccogliere da certi versi popolari portati da Svetonio in Jul. Caes.
cap. 80 §. 3. (dove si veggano le note
del Pitisco ec.),
{che correvano in Roma} sugli ultimi tempi di Giulio Cesare. Dico popolari, {#1. lo dice Svetonio nello stesso cit.
luogo: vulgo canebantur.} e in
fatti si paragonino con quelli riportati dal medesimo Svetonio ib.
cap. 49. §. 7., ch'erano cantati dalla soldatesca di Cesare. (3. Sett.
1823.).
