24. Ott. 1823.
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Alla p. 3557.
principio. L'aspetto della debolezza riesce piacevole e amabile
principalmente ai forti, sia della stessa specie sia di diversa. (forse per
quella inclinazione che la natura ha messa, come si dice, ne' contrarii verso i
contrarii). Quindi la debolezza in una donna riesce più amabile all'uomo che
all'altre donne, in un fanciullo più amabile agli adulti che agli altri
fanciulli. E la donna è più amabile all'uomo che all'altre donne, anche pel
rispetto della debolezza ec. Ed all'uomo tanto più quanto egli è più forte, non
solo per altre cagioni, ma anche per questa, che l'aspetto della debolezza gli
riesce tanto più piacevole, quando è in un oggetto {{altronde}} amabile ec. Ed anche per questa causa i militari, e le
3766 nazioni militari generalmente sono più portate
verso le donne, o verso τὰ παιδικά ec. (V. Aristot.
Polit. 2. Flor. 1576.
p. 142.). Le cose dette della debolezza si possono anche
dire della timidità. Piace l'aspetto della timidità in un oggetto d'altronde
amabile, e quando essa medesima non disconvenga. Piace p. e. ne' lepri, ne'
conigli ec. Piace massimamente ai forti o assolutamente o per rispetto a quei
tali oggetti. Piace ai più coraggiosi, e questo ancora si riferisca a quel che
ho detto de' militari. Il veder che uno teme e ha ragion di temere, e ch'e' non
si può difendere, è cosa amabile, e induce i forti e i coraggiosi, o della
stessa specie o di diversa, a risparmiare quei tali oggetti; quando non v'abbia
altra causa che operi il contrario, come nel lupo verso la pecora ec. Cause
indipendenti dalla timidità e dal coraggio. E da ciò, almeno in parte, deriva
che gl'individui e le nazioni forti e coraggiose sogliono naturalmente essere le
più benigne; e in contrario è stato osservato che gl'individui e i popoli più
deboli e timidi sogliono essere i più crudeli verso i viventi più deboli di
loro, verso i loro {stessi} individui più deboli ec. Ed
3767 è proposizione costante e generale che la
timidità la codardia e la debolezza amano molto di accompagnarsi colla crudeltà,
colla inclemenza e spietatezza e durezza de' costumi e delle azioni ec. (Che il
timore sia naturalmente crudele, perchè sommamente egoista, e così la viltà ec.
l'ho notato in più luoghi pp. 2206-208
pp.
2387-89
p.
2630). Ciò non solo si osserva negli uomini, ma eziandio negli altri
animali. E con molta verisimiglianza, se non anche con verità, si attribuisce al
leone la generosità verso gli animali di lui più deboli e timidi ec. quando la
natura, cioè una nimistà naturale, o la fame ec. non lo spinga ad opprimerli ec.
o ve lo spinga talora, ma non in quel tal caso, o quando la natura non glieli
abbia destinati particolarmente per cibo, chè allora sarà ben difficile ch'ei se
ne astenga, o se ne astenga per altro che per sazietà. Si applichino queste
osservazioni a quelle da me fatte circa la compassionevolezza naturale ai forti,
e la naturale immisericordia e durezza dei deboli ec. e viceversa quelle a
queste (p. 3271. segg.) Si suol
dire, e non è senza esempio nelle storie che le donne
3768 divenute potenti {in qualunque modo,}
sono state e sono generalmente come più furbe e triste, così più crudeli e meno
compassionevoli verso i loro nemici, o generalmente ec. di quel che sieno stati
o sieno, o che sarebbero stati o sarebbero, gli uomini, in parità d'ogni altra
circostanza. Ed è ben noto che i Principi più deboli e vili sono sempre stati i
più crudeli proporzionatamente alle varie qualità ed al vario spirito de' tempi
a cui sono vissuti o vivono, e alle varie circostanze in cui si sono
rispettivamente trovati o trovansi, e secondo le varie epoche e vicende della
vita di ciascheduno ec. (24. Ott. 1823.).
