23. Maggio 1821.
[1077,1] Il tempo di Luigi
decimoquarto e tutto il secolo passato, fu veramente l'epoca della
corruzione barbarica delle parti più civili d'europa, di quella corruzione e barbarie, che succede inevitabilmente
alla civiltà, di quella che si vide ne' Persiani e ne' Romani, ne' Sibariti, ne'
Greci ec. E tuttavia la detta epoca si stimava allora, e per esser freschissima,
si stima anche oggi, civilissima, e tutt'altro che barbara. Quantunque il tempo
1078 presente, che si stima l'apice della civiltà,
differisca non poco dal sopraddetto, e si possa considerare come l'epoca di un
risorgimento dalla barbarie. Risorgimento incominciato in europa dalla rivoluzione francese, risorgimento debole,
imperfettissimo, perchè derivato non dalla natura, ma dalla ragione, anzi dalla
filosofia, ch'è debolissimo, tristo, falso, non durevole principio di civiltà.
Ma pure è una specie di risorgimento; ed osservate che malgrado la insufficienza
de' mezzi per l'una parte, e per l'altra la contrarietà ch'essi hanno colla
natura; tuttavia la rivoluzione francese (com'è stato spesso notato), ed il
tempo presente hanno ravvicinato gli uomini alla natura, sola fonte di civiltà,
hanno messo in moto le passioni grandi e forti, hanno restituito alle nazioni
già morte, non dico una vita, ma un certo palpito, una certa lontana apparenza
vitale. Quantunque ciò sia stato mediante la mezza filosofia, strumento di
civiltà incerta, insufficiente, debole, e passeggera per natura sua, perchè la
mezza filosofia, tende naturalmente a crescere, e divenire perfetta filosofia,
ch'è fonte di barbarie. {+Applicate a
questa osservazione le barbare e ridicolissime e mostruose mode (monarchiche
e feudali), come guardinfanti, pettinature d'uomini e donne ec. ec. che
regnarono, almeno in italia, fino agli
ultimissimi anni del secolo passato, e furono distrutte in un colpo dalla
rivoluzione (v. la lettera di Giordani a Monti §. 4.) E vedrete che il secolo
presente è l'epoca di un vero risorgimento da una vera barbarie, anche nel
gusto; e qui può anche notarsi quel tale raddrizzamento della letteratura in
italia oggidì.}
(23. Maggio 1821.). {{V. p.
1084.}}
